favole grottesche: libro primo....
AMORE DOPOCENA.
***
Un bottiglione, un giorno già lontano, si innamoro' di
una damigiana, ma questa era senza vino.
Allora il bottiglione gliene mise dentro un poco del
suo con gran sollazzo erotico-sessuale e le disse:
"Me lo pagherai quando potrai, fai conto che non sia
caro, anzi, per te faro' uno sconto formidabile:
il 10% del mio amore appagato!"
Assurdo ragionare solo in apparenza, ché la verità di fondo celava un
trappola. L'amore è mischiare il vino con un altro vino e siccome la
damigiana di vino non ne aveva non potevano che nascerne vaste confusioni.
Un amore unilaterale non è altro che una capricciosa dittatura e, questa,
in politica non funziona e presta il fianco, allora, ad ogni calunniosa manipolazione.
Tutto s'era svolto con molta semplicità, nelle dovute maniere, il bottiglione aveva preparato una cenetta di radicchio rosso, petti di pollo rosolati alla fiamma, denti di cavolfiore lessati all'olio d'oliva, mele
gialle e gelato di pimpiracchio, il tutto servito alla buona ma al
lume di candela su un tavolino a tre zampe, MA giusto di fianco
al lettona. L'inevitabile non poteva essere percio' evitato.
La damigiana tutta allegra corse a raccontare il fatto che s'eran fatti e
come era successo a tutti i suoi parenti e perfino al giovanotto del
Bar Tabacchi di Via Spiga che divento' geloso come
una furia scatenata. Egli voleva che essa fosse cosa
sua ma lei che era oca gli canticchio'che cio' non
era possibile in quanto ella era già piena del vino
di un altro. E dopo nove mesi, quando le sue zampine
si erano ingrossate da far paura, la damigiana mise
giù se belle bottigliette, di cui tre risultarono
maschietti. La levatrice, gioiosa della riuscita e
per far partecipare tutti del suo entusiasmo, canto'
una stornellata mandolinesca sui tetti inondando
tutta la metropoli con la novella gioiosa del lieto evento, e il gran
rumore si sparse e solo in questo modo il bottiglione,
ch'era partito alla caccia grossa delle foche, venne
a sapere del misfatto.
Subito il bottiglione torno’ con fracasso e gloria,
tutto impellicciato e con
un alto colbacco, bello, abbronzato dal chiarore candido delle nevi eterne
e dai glaciali venti, e pure s’era unito con una pinguina dal dolce nome
di Gervisia, vero avventuriero come se ne facevano una volta (prima
della guerra). Il treno merci straccarico di
pelli di foca attraverso’ la via
principale della città in mezzo alla folla folle di follia plaudente e
delirante di fronte a tanta ricchezza. Il bottiglione allora colmo di
lietezza danarosa creo' la sorpresa diventando vendicativo e astioso,
come se gli avesse dato di volta il cervello, trovo’ dieci avvocati e denuncio’ la damigiana con straordinaria sottigliezza e capziosità, perché
era cornuta (a causa della pinguina) e cornuto, di conseguenza, lo aveva reso.
Questa, frustrata nella sua gioia, vogliosa di strozzare la pinguina Gervisia, trovo’
tuttavia in mezzo ai pianti la forza e le parole per chiedere spiegazioni.
Il bottiglione insomma l’accusava di intrallazzi sessuali poco chiari
in quanto fra le sei bottigliette nate non c’era nessuna damigianina, il
che è chiaramente losco, se ben vi ci si ragiona.
Un buon avvocato avrebbe facilmente risolto l’inghippo dimostrando
che tutto il vino veniva dal bottiglione e che la damigiana non aveva
punto e, dunque, se tanto mi da tanto, per logica non c’erano stati
né mistero né tradimento, l'incrocio paritario non c'era stato poiché la fanciulla non aveva avuto in pancia, al momento del coito, vino suo da mischiare.
Ma la damigiana, che non aveva mai
pensato al futuro, da donnetta senza lumi, non aveva neppure i soldi
per far aprire un’istruttoria procedurale, ché nei processi tutto è
procedura e NIENTE d’altro.
Intanto, nella vasta confusione s’era aggiunto il giovanotto del
Bar Tabacchi, sempre folle amoroso della damigiana, il quale, postosi
sopra un palo in mezzo alla piazza principale teneva un comizio
interminabile per quelli che volevano ascoltarlo, affermando che
adesso era il suo turno, che la damigiana spienata e abbandonata
poteva essere ri-empita da lui e che il vino non gli mancava, in
cantina, per la bisogna.
***
Tagliando corto,per non tirare per le lunghe:
La pinguina Gervisia smontata (smonata) da questi fatti ambigui e
lancinanti si mise da sola e fece carriera come vedette-cassiera in
un drugstore BIO dove la si vide pure in televisione. La damigiana
impazzita di vergogna, brucio’ il treno merci pieno di pelli del suo
ex e si ritiro’ in un convento eretico delle Sorelle del Libero Spirito
con i suoi sei figli bottigliette . Dopo un lampo di disperazione il
bottiglione sedusse con la sua splendida abbronzatura il giovanotto
del Bar Tabacchi e i due si misero insieme con sesso e
sentimento per la gioia perversa di tutte le malelingue urbane e
metropolitane riunite a malignare dietro gli angoli,da dove si puo'
guardare senza rischiar di prender colpi.
E tutti vissero infelici e scontenti.
****************
http://libri-disegnati.splinder.com/tag/amdopocena
***favole grottesche: libro primo....
AMORE DOPOCENA.
***
Un bottiglione, un giorno già lontano, si innamoro' di
una damigiana, ma questa era senza vino.
Allora il bottiglione gliene mise dentro un poco del
suo con gran sollazzo erotico-sessuale e le disse:
"Me lo pagherai quando potrai, fai conto che non sia
caro, anzi, per te faro' uno sconto formidabile:
il 10% del mio amore appagato!"
Assurdo ragionare solo in apparenza, ché la verità di fondo celava un
trappola. L'amore è mischiare il vino con un altro vino e siccome la
damigiana di vino non ne aveva non potevano che nascerne vaste confusioni.
Un amore unilaterale non è altro che una capricciosa dittatura e, questa,
in politica non funziona e presta il fianco, allora, ad ogni calunniosa manipolazione.
Tutto s'era svolto con molta semplicità, nelle dovute maniere, il bottiglione aveva preparato una cenetta di radicchio rosso, petti di pollo rosolati alla fiamma, denti di cavolfiore lessati all'olio d'oliva, mele
gialle e gelato di pimpiracchio, il tutto servito alla buona ma al
lume di candela su un tavolino a tre zampe, MA giusto di fianco
al lettona. L'inevitabile non poteva essere percio' evitato.
La damigiana tutta allegra corse a raccontare il fatto che s'eran fatti e
come era successo a tutti i suoi parenti e perfino al giovanotto del
Bar Tabacchi di Via Spiga che divento' geloso come
una furia scatenata. Egli voleva che essa fosse cosa
sua ma lei che era oca gli canticchio'che cio' non
era possibile in quanto ella era già piena del vino
di un altro. E dopo nove mesi, quando le sue zampine
si erano ingrossate da far paura, la damigiana mise
giù se belle bottigliette, di cui tre risultarono
maschietti. La levatrice, gioiosa della riuscita e
per far partecipare tutti del suo entusiasmo, canto'
una stornellata mandolinesca sui tetti inondando
tutta la metropoli con la novella gioiosa del lieto evento, e il gran
rumore si sparse e solo in questo modo il bottiglione,
ch'era partito alla caccia grossa delle foche, venne
a sapere del misfatto.
Subito il bottiglione torno’ con fracasso e gloria,
tutto impellicciato e con
un alto colbacco, bello, abbronzato dal chiarore candido delle nevi eterne
e dai glaciali venti, e pure s’era unito con una pinguina dal dolce nome
di Gervisia, vero avventuriero come se ne facevano una volta (prima
della guerra). Il treno merci straccarico di
pelli di foca attraverso’ la via
principale della città in mezzo alla folla folle di follia plaudente e
delirante di fronte a tanta ricchezza. Il bottiglione allora colmo di
lietezza danarosa creo' la sorpresa diventando vendicativo e astioso,
come se gli avesse dato di volta il cervello, trovo’ dieci avvocati e denuncio’ la damigiana con straordinaria sottigliezza e capziosità, perché
era cornuta (a causa della pinguina) e cornuto, di conseguenza, lo aveva reso.
Questa, frustrata nella sua gioia, vogliosa di strozzare la pinguina Gervisia, trovo’
tuttavia in mezzo ai pianti la forza e le parole per chiedere spiegazioni.
Il bottiglione insomma l’accusava di intrallazzi sessuali poco chiari
in quanto fra le sei bottigliette nate non c’era nessuna damigianina, il
che è chiaramente losco, se ben vi ci si ragiona.
Un buon avvocato avrebbe facilmente risolto l’inghippo dimostrando
che tutto il vino veniva dal bottiglione e che la damigiana non aveva
punto e, dunque, se tanto mi da tanto, per logica non c’erano stati
né mistero né tradimento, l'incrocio paritario non c'era stato poiché la fanciulla non aveva avuto in pancia, al momento del coito, vino suo da mischiare.
Ma la damigiana, che non aveva mai
pensato al futuro, da donnetta senza lumi, non aveva neppure i soldi
per far aprire un’istruttoria procedurale, ché nei processi tutto è
procedura e NIENTE d’altro.
Intanto, nella vasta confusione s’era aggiunto il giovanotto del
Bar Tabacchi, sempre folle amoroso della damigiana, il quale, postosi
sopra un palo in mezzo alla piazza principale teneva un comizio
interminabile per quelli che volevano ascoltarlo, affermando che
adesso era il suo turno, che la damigiana spienata e abbandonata
poteva essere ri-empita da lui e che il vino non gli mancava, in
cantina, per la bisogna.
***
Tagliando corto,per non tirare per le lunghe:
La pinguina Gervisia smontata (smonata) da questi fatti ambigui e
lancinanti si mise da sola e fece carriera come vedette-cassiera in
un drugstore BIO dove la si vide pure in televisione. La damigiana
impazzita di vergogna, brucio’ il treno merci pieno di pelli del suo
ex e si ritiro’ in un convento eretico delle Sorelle del Libero Spirito
con i suoi sei figli bottigliette . Dopo un lampo di disperazione il
bottiglione sedusse con la sua splendida abbronzatura il giovanotto
del Bar Tabacchi e i due si misero insieme con sesso e
sentimento per la gioia perversa di tutte le malelingue urbane e
metropolitane riunite a malignare dietro gli angoli,da dove si puo'
guardare senza rischiar di prender colpi.
E tutti vissero infelici e scontenti.
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