MAX CAPA 12/14: TESTI

TESTI pubblicati in contorno del GIORNALE DI BORDO DEL CAPITANO NEL PORTO.

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Utente: armandoceretti

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10a le api sopra il fiore
10b le api sopra il fiore
10c le api sopra il fiore
10d le api sopra il fiore ¤¤
10e le api sopra il fiore
11settembre
1a le locuste sopra il verde
1b le locuste sopra il verde
1c le locuste sopra il verde
1favolesommario
2 le formiche intorno al nido
2favole/intropers
333avevasete-1
333avevasete-2
3 le vespe contro il marcio
4a i mosconi verso lorina
4b i mosconi verso lorina
4c i mosconi verso lorina
5 le dorifore sulla foglia
6 i tafani dentro lanima
7 le cicale sotto il sole
8 le pulci e la mente
9a le farfalle di fronte allango
9b le farfalle di fronte allango
9c le farfalle di fronte allang
alberi
alberi-mal
amdopocena
anticristo
audrey toutou
bamboladiguerra
basta con il limbo
bd
bel-romm
bel-romm3
beltocchi-bagdad
beltocchi-barcellona
beltocchi-chaos
beltocchi-cile
beltocchi-cows
beltocchi-dallaciesa
beltocchi-dope
beltocchi-giraffa
beltocchi-malte
beltocchi-papam
beltocchi-passannante
beltocchi-portosaid
beltocchi-pyramide
beltocchi-rommel
beltocchi-roueivre
beltocchi-toureiffel
beltocchi-tueur
beltocchi-turkmen
beltocchi/bayrou
beltocchi/paris-hilton
beltocchi/piétons
beltocchi/sarko
beltocchi/technoland
beltocchi1
beltocchi3forc
beltocchi3forcenés
beltocchi 10b
beltocchi 11b
beltocchi 12b
beltocchi 13b
beltocchi 14b
beltocchi 15b
beltocchi 16b
beltocchi 1b
beltocchi 2017
beltocchi 2b
beltocchi 3
beltocchi 3b
beltocchi 4b
beltocchi 5b
beltocchi 6b
beltocchi 7b
beltocchi 8b
beltocchi 9b
botte-da-orbi
br-8sett
br
calore
carnale1
carnale2
carnale3
carnale5
carnale8
carnale 1
cerisier
coda-paglia
coda-paglia2
cong-carn-1
cong-carn-2
cong-carn-3
cong-carn-4
enigmapesce
essertronco
farfalla
favole3alberoi
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favole9boscaiolo
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favole 16
favole 17
favole 18
favole 19 personaggi
favole 20 nonna
favole 21 gallinaio
favole 22da biani
favole 23 cappuccetto
favole 24 fantasma1
favole 25/scorpio1
favole 4fringuelle
favole 7da biani
favole 8 stradino
fg2/la prima volta4
fg2/la prima volta6
fg2/la prima volta 1
fg2/la prima volta 2
fg2/la prima volta 3
fg2/la prima volta 5
gep-bim-monza
geppo&bimbo
giornata 1239
giornata 1956
giornata 1959
giornata 1962
giornata 738
grosso problemo
ilguado
insetto
intervallo
ipocriti
krop
la peima volta 10
la prima volta 10
la prima volta 11
la prima volta 12
la prima volta 13
la prima volta 14
la prima volta 15
la prima volta 16
la prima volta 18
la prima volta 19
la prima volta 20
la prima volta 7
la prima volta 9
la settimana enigmistica
labirinto
le mur de la honte
libro secondo/la prima volta6
lorco geraldo degli orchi
lourdes
luna-terra
mellonta tauta domani
mortadelle
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pozzo22
pozzo22bis
pozzo22ter
pozzo23
pozzo24
pozzo25
pozzo26
pozzo3
pozzo4
pozzo6
pozzo7
pozzo 15
pozzo 17
pozzo 18
pozzo 19
pozzo 20bis
pozzo 3
pozzo 5
pozzo 8
pozzo 9
prima volta 17
puzz&co
rab geppo&bimbo
rabgeppo
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martedì, 06 febbraio 2007

POMERIGGIO E SERA CON I PESCI PER ARIA

POMERIGGIO E SERA CON I PESCI PER ARIA
¤¤¤
(9A)***  le farfalle di fronte all'angoscia  ***
¤¤¤
Il motorino di Andrilla era un «Guzzino».
Piuttosto una bicicletta a vedersi di primo acchito, con i tubi un po' più
grossi, più solida, con il meccanismo propulsore ingegnoso e minuscolo
applicato sopra la ruota posteriore su cui un rullo di alluminio trasmetteva
il movimento direttamente sulla gomma. E faceva i suoi buoni trenta orari,
con un consumo insignificante di benzina , miscellata al tre per cento
d'olio. Talvolta, nella buona stagione, lo usava magari per andare fino a
scuola, a Udine, e il padre si crucciava, l'ammoniva, cercava di farla
desistere, non brandeggiando i rischi della strada quanto un semplice: «Ma
ti stanchi!» che ad Andrilla non significava molto, lei che si divertiva e
amava il suo motorino perchè la rendeva leggera quanto una farfalla a
cavalcioni d'un grosso insetto. E il brontolio fievole che ronzava fuori
dal tubicino di scappamento ricordava facilmente più un calabrone che un
mezzo meccanico.
Non le mancava molto per essere arrivata, non più di qualche chilometro.
Sulle stradine della bonifica, la ghiaia stesa da poco non s'era ancora
affossata, in certi tratti erano iniziati i lavori d'asfaltatura e duravano,
cosi' aveva dovuto condurre il suo fragile  mezzo prestando attenzione a
tante cose rischiose, cercando di mantenersi sui bordi, su quello di destra
soprattutto, il più frequentato, il più agevole. E senza poter guardare al
passaggio con calma i luoghi che attraversava.
 A parte sguardi momentanei e fugaci.
Più s'inoltrava verso il mare, più coglieva l'opera vasta della bonifica
che aveva ridotto le zone palustru dentro i canali e i lagoncelli in cui la
canna di palude (la «cianiela»), lo sparto e le giuncaie si dividevano
l'impero. I terreni erano stati appezzati con cura, artificialmente, a
tavolino e si vedeva, ed esprimevano una sensazione di vastità, con radi
alberi, sulla pianura. E man mano che avanzava scorgeva altresi' i guasti
crescenti provocati dalla recente violenta intemperie, soprattutto il
fogliame del mais e delle  vigne sbrandellato, le colture a tratti stese dal
vento, pozzanghere sulla strada che la costringevano a rallentare ancor più.
Le fiorescenze della «cianiela» si gonfiavano in piena maturazione e
presto sarebbero sfiorite e rese inutilizzabili. Le pannocchie morbide e
flessuose servivano per far scope e scopetti. I friulani le chiamavano
«scovetis» e i caorlotti, invece, «penei». Un mese prima ne aveva raccolto
un bel carico, insieme al fratello, usciti sul Canalon con una barca presa
in prestito.
Il sole calante brillava dilatandosi in una dolcezza sconosciuta nelle
ultime afose settimane. Tinte calde si striavano piacevoli a ponente.
Gli usuali, i classici volatili vagavano pacifici sul filo di brezze
deboli che appena riuscivano a far stormire le chiome dei platani e pure i
nuovi venuti -con tanto di squame e pinne e branchie-, dalle belle forme ma
goffe per l'aerodinamica, girellavano senza scopo evidente, come se fossero
la cosa più normale del mondo.
Ripensava in un risolino ad un fatterello occorsole a mezza strada, ne
avrebbe parlato come di un avvenimento ai suoi, si vedeva già a gesticolare
nervosa e ancora risentita. Ma su un fondo di gaiezza, perchè si aveva a che
fare con una buffa vicenduola. Mentre passava di fianco ad una fitta siepe
di rovi e ginepri, nei pressi d'una casa colonica, attraverso gli occhialoni
da sole  aveva intravisto un portafoglio sulla ghiaia.
S'era fermata un po' più avanti, lasciato il motorino appoggiato ad un
tronco, era ritornata indietro dicendosi: «E' sicuramente vuoto!»
Mentre si chinava per raccattarlo se lo vide andar via, strusciante sulle
pietre, sussulto' stupita, ma subito comprese. Una decina di ragazzotti
sgusciarono fuori dal loro nascondiglio sghignazzando e celiandola.
Semplice. Il portafoglio era attaccato ad un sottile filo di nailon celato
sotto il pietrisco. Con tali scherzi «idioti» gli scavezzacolli arredavano
al meglio un pomeriggio vuoto di sabato, e lei c'era cascata da bestia.
Conosceva la solfa. Ed essi ci prendevano vaccamente gusto, si divertivano
davvero con poco, per un momento rise anche lei, agramente, ma andandosene
non manco' di mollar una pedata all'oggetto servito per la beffa. Non sapeva
se per rivalsa o disprezzo. I due...
Adesso, il viottolo di terra battuta scorreva lungo un arginello, già in
Brussa e prossimo ai Motarons. Poteva aumentare un po' la velocità.
Sentiva la grande calma intorno. Nel meriggio smorente, il variegarsi dei
toni, l'incrocio quieto e coerente di smeraldi campestri e i rosa nel cielo
con nervature violette nel vasto ceruleo, il tutto ben compenetrato, una
tinta che si fondeva nell'altra, che diveniva un tutto omogeneo che
esprimeva visibile la propria anima, e certo una musica profonda muoveva con
forza delicata dall'interiore, delineando le forme evidenti delle cose e
l'enormità di sfumature che si amalgamavano da moltitudine in una unità.
Che una silenziosa trama musicale e divina animasse governandolo
quell'insieme, come un Burattinaio Sublime dal miliardo di fili invisibili e
ben temperati, perfettamente accordati, questo le pareva cosi' vero quanto
il rumorino lezioso che si lasciava concretamente dietro la sua bicicletta a
motore.
Anche se lei, pari a suo padre, non credeva sinceramente al «Dio» banale
delle religioni l'essenza divina la coglieva, sentiva l'impatto di questa
presenza indefinibile, al di là delle migliori parole. Le religioni, per
forza di cose, non potevano che  ridurre una simile totale sinfonia ad una
comprensibile canzonetta. Volgarizzando l'indicibile con ogni sorta di riti,
e in questi la verità dei fiori che diventa una frittata di uova e di cime
di colza.
Ragionava ancora una volta su questo, in quanto il momento si prestava e
in più la sollecitava, ci ragionava per lembi, manovrando all'interno delle
proprie impressioni. Cavandone un senso ulteriore.
«La creazione è d'una tale segretezza alchimistica che nessuna estetica
potrà davvero -presuntuosamente- presumere di darne le intime regole e
stabilirne le forme.»
Dove aveva letto questo? Forse da nessuna parte...
«Se, di giorno in giorno, la percezione cieca ma acuta -sovrumana- degli
strumenti telescopici, riesce a spingersi sempre più in là nell'universo a
scoprire di continuo nuove galassie, una piccola galassia dietro l'altra,
«piccole galassie» da dieci miliardi di stelle, magari di stelle-solari con
un sistema planetario... come non stupirsi a proposito dei facitori di dei,
che son tutti categorici, quando io stessa adesso non riesco ad afferrare
veramente l'essenza stessa di questo breve paesaggio che qui e ora mi
circonda, e di me stessa dentro questo?» C.V.D...
Andrilla sospiro' a fondo e sorrise. Fra sè e sè.
(SEGUE...)
postato da: armandoceretti alle ore 14:21 | link | commenti
categorie: 9a le farfalle di fronte allango