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SOTTO: Lo spettro d'un pedone schiacciato infesta (possiede?)
il marciapiedi del PEDONE. Fra "morti" e "vivi" gli equivoci
sono normali...
"Che è 'sto tipo? Chi siete?"
"L'UCCISO, Vossienza"..."L'ucciso ritorna sempre sul luogo del
delitto!" "Non capisco un tubo del cavolo, sior. Provate a
parlarmi col polacco, è il più facile..."
"Je ne parle pas polonais, missia. Sono siculo-sardignolo."
"BOFF! ancora un pazzo tra i piedi! pare che TUTTI quelli
matti da legare sbarchino qui sul "mio" marciapiedi..."
**** UN QUI-PRO-QUO d'habitude s'eternise en le long
d'un jour entier et complet (24x24H.) et même plus...
TRADUZIONE: quando tira fuori la lingua LO SPETTRO di
pedone dice :"BUONGIORNO, come va?"
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congiunzione carnale5
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
***
FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.

***
Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
Ed il Cavallo Pazzo, baldo e sincero caimano, spazzo' vie queste meschine obiezioni d'un gesto semplice ma decisivo, come se scacciasse uno zanzarone rognoso e fastidioso (pensando, certo, che dormire al caldo d'un locale sarebbe stato trentatré volte meglio che pisolare malamente, col dosso appoggiato ad un tronco, coll'inverno zeppo di notti gelide che prima o poi arriva...). Ed il re, lui, trovo' che: "Ci sono migliaia di muratori e carpentieri senza lavoro, in questi tempi di crisi, e con una gran voglia di innalzare muri e tetti, ed in autunno, finite le raccolte, centinaia di
agricoltori si precipiteranno quivi per concorrere all'opera, da bravi sudditi. Coi lavori cominciati in autunno, per la notte della nascita del Bambino di Dio, pure noi saremmo al caldetto, fra un bove ed un asinello, voi bevendo grappa ed io un tè... E, per il progetto,... faremo come il Gaudi', come Le Facteur Cheval: creatività, improvvisazione e buona volontà. E poi, ci sono tante pietre e rocce nere qui, come l'ho scoperto, sotto le ossa e le erbacce...Mistero dei misteri... Da dove provengono? Come
sono arrivate qui? Marziane? Venusiane? Comunque sia, ci saranno utili per fare i pilastri. E' grazia di dio..."
Alcuni giorni dopo, essi ebbero la risposta strabiliante a questi legittimi interrogativi, ché le rocce venivano dal cielo ma non erano extraterrestri...
Tre cacciatori eran saliti fin sopra, inchinandosi davanti al Re sul trono, coi loro tre cani da caccia, offrendo "oro,incenso & mirra", cioé: una mela matura, un'arancia ed un limone (per il tè). E qualche bagigi...
Avevano schioppettato ma non abbattuto tre cinghiali ben grassi, tre fagiani e tre lepri dalla carne aspra ma salda. E sapevano che le bestie quasi-morte si trovavano acquattate, a leccarsi le ferite, dentro la boscaglia del cocuzzolo del Colle Nero.
Cavallo Pazzo ed il Sancio, i quali desideravano ardentemente cambiare una volta tanto il loro modesto e troppo frugale menù, proposero con tutta convinzione di partecipare alla battuta - all'operazione Hemyngwaj, dal nome
del castrista cubano americano premio Nobel di Caccia&Pesca-, perché conoscevano perfettamente TUTTI I NASCONDIGLI possibili. E ci andarono, mentre il Re, rimasto assiso sul trono, scettro in tra le cosce, suonava il
corno carnico da caccia: per incitarli e sostenerli moralmente, da lontano.
In meno di un'ora, le nove prede sanguinolenti catturate ed uccise si trovavano stese ed allineate davanti al trono, con tutti che si facevano fotografare trionfanti, insieme od uno alla volta, a turno, da uno dei cacciatori munito d'apparecchio "art contemporain" numerico: un Kodak 2222!
Poi, i cacciatori le selvaggine le spiumavano e spellavano e scuoiavano, preparandole a dovere, svuotando i ventri budellosi zeppi di merde varie.
Mentre, Cavallo Pazzo e il Sancio accendevano un fuoco di legnami misti, e ricavavano abilmente degli spiedi, aguzzando delle ossa dissotterrate.
Fu una vera cena da RE!
Il sovrano era il più gaio, come un ragazzino adulto, avendo ricevuto in omaggio le pelli ancora calde di vita, per cucirsi in seguito, con fil di corame ed ago da scarpaio, un manto regale degno di Attila.
I cacciatori, i quali spesso sanno stare al mondo, disponevano pure di tre otri di vino rosso Merlot e bottigliozze fighissime di grappa, che cavarono allegramente dai loro tascapane. Ci fu gran aria di festa venatoria.
I tre cani da caccia, vegetariani, si riempirono il panzotto semplicemente,come brave persone colme di saggezza, con radicchio selvatico condito all'aglio e all'olio di sassorudo, cime di rapa rosolate con un goccetto d'olio d'oliva cileno e radici di Kren cotte allo spiedino, tagliate per fette, insipidite un poco, le terribili!, colla bava di lumaca di produzione kurdo-iraqi-brindisina.
Dessert: more di gelso au poivre de cayenne, E/O grossissime more di rovo ukraine alla vodka siberiana.
Digestivo: grappa stravecchia alla muffa di figa greca.
Tra un discorso e l'altro, salto' fuori, naturalmente, liscio come l'olio, pure il mistero delle pietre nere...
Dei tre cani da caccia uno era una cagna, Diana, setter di purissimo pedigree inglese del South-Walles, donna quasi matura ma ancora balda, salda nelle carni e valorosa, d'immensa preparazione culturale (ETON...).
La quale chiese la parola -educatamente et en toute finesse- per raccontare che: "UNA VOLTA, migliaia e migliaia E MIGLIAIA di anni fa, molto ma molto MA MOLTO prima che Geova creasse Il Libro, Il Mondo, L'Universo, l'Eden-rock, l'Adamo&Eva ed il virus H1N1(porcino), in questa collina dannata viveva una "tribù" di giganti. Erano giganti GIGANTI. In genere sui 15 metri, con tanti muscolacci e dentoni a zanna. Certuni, benedetti dagli dei e dalle eterne ed incomensurabili leggi naturali, ti facevano perfino sui 33 metri, ed ho notizia d'un caso esemplare off-limits, alto 55 metri. Ma cio' era raro e quasi unico... Erano tempi strani, credetemi, il metro non era ancora un'unità di misura e tutti ignoravano tutto della curvatura dello spazio-tempo, le genti avevavno centrato nel cervellino un nozione anormale e spropositata delle cose e le regole non esistevano e neppure le eccezioni. Poi, arrivarono perfino i dinosauri, dei bestioni mastodonte, che fecero scappare tutti i giganti, ma non si sa dove... Tanto che, anche l'insigne paleontologo & gesuita Teilhard de Chardin non ne ha trovato più alcuna traccia, e dio sa se abbia cercato dappertutto.
Insomma, questi giganti stavano in guerra. In guerra versus altri giganti, una guerra "tribale" come tante. Si battevano contro i giganti della Montagna Nera, la vedete laggiù?, quella là, dietro quel ciuffo d'abeti, è ad una ventina -forse trenta- chilometri, circa, ad occhio e croce. Si', quella che indicate Vostra Maestà, proprio quella...Adesso è ricoperta dai ghiacciai, ma allora faceva un gran caldo, e la neve non esisteva. E composta tutta di roccia nera, fatto unico nelle Alpi. I giganti del Colle -adesso- Nero, dove ora posiamo gli stivaletti, bombardavano i loro nemici della Montagna Nera con cerbottane , lanciando grosse frecce puntute, dolorose, ma non mortali, tranne se colpivano l'occhio o l'aorta del cuore. Gli altri, da là sopra, non troppo raffinati in quanto ad arte guerrigliera, s'accontentavano di scagliare qui macigni e sassoni raccattati in giro, ma assai pericolosi e mortiferi se ti beccavano in pieno. Finite le munizioni spontaneiste, quelli iniziarono a fare come i marmieri di Carrara, con una pietra appuntita ed affilata incominciarono a frantumare la Montagna Nera, scheggia dopo scheggia, roccia dopo roccia. E tiravano sui giganti di qui, notte e giorno, e li sterminarono. Tutti.
Ed adesso, una parte della Montagna Nera si trova qui, sotto i nostri tacchi, sul Colle Nero. Qui siamo seduti sulla Montagna Nera, in qualche modo, sui suoi "fanciulli"..."
Dopo grandi applausi sulla bella storia, complimenti e sbevazzate, tutti si misero a cantare a squarciagola nenie d'alpini, tristissime, da "maj stracs imbriaghi", ma essi erano allegri e gioiosi, giocando col bel tempo che passa e che non torna più, intorno al fuoco.
Mentre che il Re illustrava monotono i suoi vasti progetti razional-pazzeschi. Mentre la notte calava, tingendo di nerofumo la Montagna Nera lontana ma prossima, e tutto il resto. Mentre c'era la luna piena ed abbondante. Mentre la cagna Diana, lei, si mise ad ulularle contro, verso la facciona spettrale, sgombra di lunatici ed astronauti americani. Urlacchiava verso la luna la Diana, gemendo, per momenti, sonetti muti & endecasillabi d'una poesia arcana, morta, e per sempre estinta.
(segue...)
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vedi anche:






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UN PEDONE morto non fa primavera, né ARCOBALENO CHE RIDE, "ô
SOLE MIO". Anche il sole ha poco da ridere...
Per significare che ai suoi debutti ha avuto la vita dura
e poco entusiasmante, un giornalista "francese" racconta ai suoi
nipotini -raccolti intorno al focolare acceso, nelle belle sere
d'inverno in Bassa Normandia- che "ai suoi tempi gli inizi
gli furono difficili": "Je faisais la rubrique des chiens
écrasés (cani schiacciati). MAI '68...
Il "giovane" giornalista d'adesso -tutti carrieristi scatenati e
"juifs"!- potrà raccontare che nel 2009 (10? in che anno siamo?...
dovro' VERIFICARE "la fonte" della notizia...)egli, esso, lui faceva
"les breves des PIETONS écrasés". MAI '08...
Il NOSTRO pedone non è stato schiacciato, ma resta schiacciato
sul marciapiedi dalla sua, di lui, propria vigliaccheria.
Beata viltà, se sei ironica...
"Sorridi!" CIACK! si gira...
E' meglio un PEDONE vigliacco che un pedone morto? QUIEN SABE...
Non si puo' avere tutto, una vacca morta da mangiare e una
vacca da latte. Il barile di petrolio grezzo è a 140 dollari.
3 dollari nel 1973...Prima della Grande Crisi.
Ti dice NIENTE questo? Nel tuo cervellino "de touriste fêtard" e
telefoninaro? E che ti dice la tua FACCIA di CULO (assface...)
SULLO specchio?
E...NELLO specchio?
E...DALL'ALTRA PARTE dello specchio?
Silenzio...CIACK! si gira...
(P.S.: abrès on vat draduire ça, n'est-ce pas, missia?)

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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
VOIR AUSSI:
congiunzione carnale4
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.
***

Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
(segue...)
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vedi anche:





Pour des raisons typiquement irraisonnées et au fin de gonfler notre
chiffre d'affaires et remonter LE PIETON qui se trouve au plus bas dans
les sondages, nous allons commencer par re-publier des pages/planches
et strips périmées qui ne seront pas dans le Livre Dessiné definitif...
sinon revues et corrigées, voire, re-dessinées, avec mise en couleur et
tout et tout... Pour voir aussi "la difference"...
Qu'on se le dise Marise prepare la valise!
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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
VOIR AUSSI:
congiunzione carnale3
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.
***

Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
(segue...)
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vedi anche:

tre civette sul como'
che facevano l'amore
colla figlia del dottore
il dottore LE TROVO'
e il dottore le ammazzo'
AMBARABACICIcoco!
E
IL DOTTOR LE ACCOPPO'!!!!!!!! OHIBO'!
*** 2061ilpedone
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GIORNATA 2061
UNOsguardoDALponteDEIsospiriDIvignesjeSOTTOarcoNONteso.
(DIECIrighe[al]MASSIMO-NOVEvirgolaNOVANTANOVEalMINIMO...)
[QUELLEdiTROPPOfuoriTEMPOmassimoSARANNOsTRAGUARDATE!]:
BREVES DE TROTTOIR/ PARIS:
¤Deux potes qui marchent dans la rue ont une discussion animée,
du côté de Nation :
"Arrête, cette fille c'est une pute! Même lui il le dit!"
L'autre a l'air gêné, mais finit par répondre:
"Ouais, mais bon.Il l'aime bien quoi, c'est quand même SA FEMME..."
[Entendu par Jean-Baptiste]
***
¤Dans le métro, station Jacques Bonsergent:
"Elle m'a quitté pendant deux-trois mois..."
"Il devait être malheureux ton chien !..."
"C'est pour ça qu'elle est revenue..."
[Entendu par Hermy]
***
¤Dans le métro ligne 5, deux jeunes sur les strapontins. L'un fait
des petites boites en pliant des tickets usagés.
"Ben, dis donc, t'es vachement fort en polygamie !"
[Entendu par Vincent]
***
¤Station Reuilly-Diderot:
Une fille à sa copine: "Tu sais qui c'est Reuilly ?"
L'autre: "Ben, tu sais qui c'est Diderot, toi ?"
La première: "Euh.. non..."
L'autre: "Ben alors! De toute façon c'est pas des noms de
personnes, c'est des noms de rue, quoi!"
***


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(Le piéton,IL PEDONE):tavola 24

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S'il est enervé LE PIETON d'habitude se tape
une tisane pour pouvoir dormir à sa faim...
...DANNI COLLATERALI: la tisana gl'impedisce
di sognare...

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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
VOIR AUSSI:
"suo" Regno...
senza creare lo scalpore [come]che si crede in giro....
ETC.
***
congiunzione carnale2
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.
***

Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
Quel cocuzzolo non troppo ampio, ma assai vasto, gli indigeni
-prossimi "futuri sudditi"- lo chiamavano " Il CUL tal arje de
l'culinute daj guess", ché era stato -guardacaso...-
un punto cruciale di battaglia da fogna nella Grandissima
Guerra (50 -cinquanta!- milioni di morti, per Febbre Spagnola!-.
E solo 12 -dodici!- per palla di cannone e Beretta calibro 9...).
Di cui 3 -tre!- milioni per diarrea da trincea, morsi di piattole
e/o malattie veneree (anche le puttane militari erano sozze!).
IL COLLE NERO, La Collina Delle Ossa, Osssario Sacro a ben TRE
Patrie, ed a 33 Nazioni -senza contare le Mamme Ignote del Milite
Ignoto, la culinute daj guess, in alto e un poco sulle scarpate, era
completamente rivestita dall'ossame residuo e sparso -ma postosi in
catasta- di 333.333,14 scheletri di soldati morti -e dei loro
ufficiali, sottufficiali e di qualche crocerossina svizzera, pure.
I corpi morti, all'ORIGINE, erano totalmente intricati, fusi e
confusi - dopo le 33.333,14 battaglie- FRA amici e nemici, santi e
fanti, vacche e vigliacche, zamponi e zampette, i Nostri e i LORO,
tanto che le Alte Autorità decisero di "lasciare che i morti
seppelliscano i loro propri morti", "sepolti" all'aria aperta e sana,
senza alcuna complicazione, senza riconoscimento, spazzati a volte
dalla bora violenta che arrivava dal triestino e dall'Istria, e dalla
neve bianca come una mutandina finnica, dalla neve spinta a
casaccio dai venti artici e trisomatici del Mare del Nord inglese i
quali, avendo sfiorato i fiordi norvegesi ne portavano un pelo della
poesia. Con sentori salmastri di salmone affumicato.
Lasciarono, i generali e gli spazzini, le ossa al sole, che furono
ben presto ricoperte dalle erbe senz'anima, senza cercar inutili
complicazioni sentimentali, che non posson aver luogo, in questi tempi
di crisi, e di carenza di posti di lavoro e/o locabili.
Sul Colle Nero, "fiume sacro alla patria!", che sia ben chiaro,
le Forze Armate avverse vi si erano battute con inutile
pervicacia, con decimigliaia di inutili morti, vanamente
perdendolo e ri-prendendolo per anni ed anni, e perdendolo e
riprendendolo, in una fettosa fetta dell'eternità: E POI la guerra
prese fine, senza vera soddisfazione sessuale, SENZA vincitori né
vinti, "chi ha dato ha dato-chi ha avuto ha avuto"...Robacce d'alta
politica di Stato o di Regime. (La Perfida Albione in testa...).
[Ma poi IL Papa che piangeva, il cuore in mano: "Non abbiate paura!
Non abbiate paura! Tutto è grazia...]
Appena sepolta dalla terra e dall'erba e dai rovi e dalle merde di
gallina, VI GIACEVA UNA STERMINATA QUANTITA' D'OSSA, fra gli
alberi - i soli esseri umani sensibili ed intelligenti- e
verdure d'ogni tipo ed i famosissimi cazzi-di-gatto-bolliti-
in-pioppo-della-piopebba-che-pioppa-ma-non-strippa, i quali
avevano trasformato i resti dello sterminio in un
NUTRIENTISSIMO CONCIME. MA RESTAVANO LE OSSA...
Ricchezza mica male.
A questo pensava il re, nel suo delirio.
Che farne delle ossa senz'anima e senza carne...
Erano -dunque- in una collina pedemontana CON VISTA su una
semi-pianura. Dei dossi, delle alturine- più che dei colli-
muovevano le loro vegetazioni terrestri con il valido
ausilio di venticelli che ora venivano dalla nascita del
sole ed ora pure, ma leggermente più tiepidi, dal sud
misterioso, e che, talvolta, portavano la freschezza delle
contrade del nord rigurgitante d'umori di bionde
fanciulle dai caldi sorrisi bianchi e dalla vulva quasi
sbarbata nella sua peluria lieve e curiosa. Nello
stormire dei fogliami e nel frusciare ondeggiante delle
erbe, le brezze venute d'altrove portavano ogni sorta di
saporosi odori, di profumi ed d'olezzi.
All'est le fanciulle si profumavano molto, è certo, con
essenze estratte da fiori campestri e piante fortemente esotiche,
trasportate a dosso d'elefante, le piante, da fachiri sloveni che
copiavano i viniziani ed i marziani patagonici,
ma non sempre. In tutta l'ampiezza dell'orizzonte
ondulato, quando una leggera bruma di calore iridata dall'
insondabile primavera non lo impediva loro attenuando
la visione, essi potevano scorgere ed ammirare goduriosamente
l'andare e venire delle formiche agricole e coltrici le quali,
dall'aurora alla fine del giorno, cercavano, cavavano,
raccoglievano, seminavano ancora, trasportavano sulle
spalle, nei cesti o coi carri i nutrimenti terrestri, per
immagazzinarli in vista dell'improbabile e lontano inverno.
Improbabile non in quanto impossibile, ma ben lungi dall'ora
presente. Che qui s'era nel più bello dell'estate, sul davanzale,
dove s'infogna la vecchia primavera, spesa la sua giovinezza.
Ammirando egli dall'alto tutto questo ben-di-dio,
le ghiandole salivari del RE funzionavano con importante liquorosa
quantità, mentre vedeva stendersi all'infinito dello sguardo
il corpo lussurioso del suo reame. E ne parlava "gourmand",
ed a lungo, con l'ippopotamo SANCIO che succhiava una spremuta
di limone dopo l'altra, le spallone appoggiate contro un
tronco o l'altro degli alberi che fornivano loro vitto ed
alloggio, per il momento.
Ma il SANCIO aveva le zampone dalle unghione possenti e stivalate
solide per terra e non per aria -e la testa pure ben salda
al suo posto, sul collo suo abbondante- e rispondeva vagamente
e con ampi e lenti gesti stancamente obiettando che: "L'UTOPIA
è bella ma di carattere difficile, per forza!" e che: "Sognare
LA LUNA è un conto, ma montarla è un altro paio di maniche..."
[Qualcheduni han cercato di montare la luna , ma presto ne son
discesi, colle palle (coglioni...) sgonfiate e l'ano in fiamme...]
Il RE scuoteva la testa sconfortato dall'attitudine frustrante
del suo solo amico ed unico essere prossimo e fido, di saldo
appoggio morale, "ma non sempre", ché le debolezze della carne
umana son notorie, e la viltà fa il nido in troppe anime...
SANCIO insisteva ancora, rovistando col coltello dentro il
taglio aperto, insinuando che: "Per porre la mano su un Reame,
bisogna preliminarmente mettere insieme degli incartamenti
voluminosi, con tanto di firme, timbri, vidimazioni e produrre
l'indispensabile documentazione con discarica legalizzata degli
aventi diritto!" Al che il nostro fiero RE rispondeva sereno
che: "LE SCARTOFFIE, costituire un dossier bien ficelé" non gli
facevano paura e che: "PURE per avere un figlio, delfino erede
della CORONA [lo sapeva benissimo che] bisogna scopare numerose
volte e senza preservativo..." e che anche questo non gli
incuteva alcun tremore.
"So come fare avanzare una pratica,
riempirla di tutte le cartacce necessarie, ed oliare la ferrovia
burocratica, e -se non basta- ho uno zio vescovo..."
E brandeggiava il suo scettro quieto, sereno come il sole al mezzodi',
ma inperiosamente.
Il RE era baldo e fiero, ma prosaico restava
il suo scudiero...
Solido e frustrante.
(segue...)
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vedi anche:






¤¤¤ Test per la Maturità Classica/BAC:
CHE LINGUA PARLA il Fliccotto-Puletto?(...Pulotto...?)
Quante Pietre (Sampietrini) compongono il Marciapiedi
del SEGNOR EL PEDONE? 842? 578.438? 7.342.486,15?
Il FLICCOTTO è un CUL-(r)OTTO?
BEVE "per scordare?
ETC.ETC.Etcetera. ET-CETERA............
Ai rottinculo L'ARDUA sentenza...
ILneFAUTpasPOUSSER, MESSIEROS DAMOS-Dames...
TOUT arrive, ET je m'en fous! CHIARAMENTE.

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¤¤¤ Test per la Maturità Classica/BAC:
CHE LINGUA PARLA il Fliccotto-Puletto?(...Pulotto...?)
Quante Pietre (Sampietrini) compongono il Marciapiedi
del SEGNOR EL PEDONE? 842? 578.438? 7.342.486,15?
Il FLICCOTTO è un CUL-(r)OTTO?
BEVE "per scordare?
ETC.ETC.Etcetera. ET-CETERA............
Ai rottinculo L'ARDUA sentenza...
ILneFAUTpasPOUSSER, MESSIEROS DAMOS-Dames...
TOUT arrive, ET je m'en fous! CHIARAMENTE.

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