MAX CAPA 12/14: TESTI

TESTI pubblicati in contorno del GIORNALE DI BORDO DEL CAPITANO NEL PORTO.

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Utente: armandoceretti

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10a le api sopra il fiore
10b le api sopra il fiore
10c le api sopra il fiore
10d le api sopra il fiore ¤¤
10e le api sopra il fiore
11settembre
1a le locuste sopra il verde
1b le locuste sopra il verde
1c le locuste sopra il verde
1favolesommario
2 le formiche intorno al nido
2favole/intropers
333avevasete-1
333avevasete-2
3 le vespe contro il marcio
4a i mosconi verso lorina
4b i mosconi verso lorina
4c i mosconi verso lorina
5 le dorifore sulla foglia
6 i tafani dentro lanima
7 le cicale sotto il sole
8 le pulci e la mente
9a le farfalle di fronte allango
9b le farfalle di fronte allango
9c le farfalle di fronte allang
alberi
alberi-mal
amdopocena
anticristo
audrey toutou
bamboladiguerra
basta con il limbo
bd
bel-romm
bel-romm3
beltocchi-bagdad
beltocchi-barcellona
beltocchi-chaos
beltocchi-cile
beltocchi-cows
beltocchi-dallaciesa
beltocchi-dope
beltocchi-giraffa
beltocchi-malte
beltocchi-papam
beltocchi-passannante
beltocchi-portosaid
beltocchi-pyramide
beltocchi-rommel
beltocchi-roueivre
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beltocchi-tueur
beltocchi-turkmen
beltocchi/bayrou
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beltocchi/piétons
beltocchi/sarko
beltocchi/technoland
beltocchi1
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beltocchi3forcenés
beltocchi 10b
beltocchi 11b
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beltocchi 13b
beltocchi 14b
beltocchi 15b
beltocchi 16b
beltocchi 1b
beltocchi 2017
beltocchi 2b
beltocchi 3
beltocchi 3b
beltocchi 4b
beltocchi 5b
beltocchi 6b
beltocchi 7b
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beltocchi 9b
botte-da-orbi
br-8sett
br
calore
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carnale 1
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favole 16
favole 17
favole 18
favole 19 personaggi
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favole 22da biani
favole 23 cappuccetto
favole 24 fantasma1
favole 25/scorpio1
favole 4fringuelle
favole 7da biani
favole 8 stradino
fg2/la prima volta4
fg2/la prima volta6
fg2/la prima volta 1
fg2/la prima volta 2
fg2/la prima volta 3
fg2/la prima volta 5
gep-bim-monza
geppo&bimbo
giornata 1239
giornata 1956
giornata 1959
giornata 1962
giornata 738
grosso problemo
ilguado
insetto
intervallo
ipocriti
krop
la peima volta 10
la prima volta 10
la prima volta 11
la prima volta 12
la prima volta 13
la prima volta 14
la prima volta 15
la prima volta 16
la prima volta 18
la prima volta 19
la prima volta 20
la prima volta 7
la prima volta 9
la settimana enigmistica
labirinto
le mur de la honte
libro secondo/la prima volta6
lorco geraldo degli orchi
lourdes
luna-terra
mellonta tauta domani
mortadelle
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orcogeraldo
pacepa
papillon
pazzesco
pazzesco1
pazzo 18
pescegiallo
pozzo1
pozzo10
pozzo11
pozzo12
pozzo13
pozzo14
pozzo16
pozzo19
pozzo2
pozzo21
pozzo22
pozzo22bis
pozzo22ter
pozzo23
pozzo24
pozzo25
pozzo26
pozzo3
pozzo4
pozzo6
pozzo7
pozzo 15
pozzo 17
pozzo 18
pozzo 19
pozzo 20bis
pozzo 3
pozzo 5
pozzo 8
pozzo 9
prima volta 17
puzz&co
rab geppo&bimbo
rabgeppo
rano giuseppino
rototonogoloroi
rototonogoloroii
rototonogoloroiii
rototonogoloroiv
rototonogolorov
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scorpione1
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sabato, 31 maggio 2008

il pedone 28

(Le piéton,IL PEDONE) (Le piéton,IL PEDONE):tavola 28


¤¤¤ "VU A LA TELE":
"La facilité qu'ont les vagabondes de trouver à boire et à
manger est à l'origine de tous les désordres, puisque les
coquins de differents cantons se réunissent avec facilité
pour aller exercer leurs brigandages chez les personnes
caduques et indéfendues."
Où il y avait question de fermer tous les DEBITS de BOISSON
y "PIZZERIAs" en le ô joli mai de RIVOLUCCION... 1790...
(LU DANS LA PRESSE...)
C'est le TEMPS DES CERISES...le temps des surprises...

¤¤¤




postato da: armandoceretti alle ore 10:08 | link | commenti
categorie:
venerdì, 30 maggio 2008

cappuccetto 18

maximilian capa
¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤
La Cappuccetto Rosso scomparsa
ed altre
FAVOLE GROTTESCHE


CAPPUCCETTO 18
***
XVI
***
Il LUPO Osvaldo de Viscontino, separato
(A domanda risponde):
"...Si'.Sono forse pericoloso per me e per gli altri, come
insinuate, "lupus in fabula", "uomo" per gli uomini lupo,
un sinistro bestione e lugubre. Sono malsano, maldestro,
orrido, orribile, peloso, sporco, brutto, abominevole
e feroce...amo travestirmi da donna, darmi ai giochini
sadomasochistici con la Nonna, "rubo" la  selvaggina che è
di tutti... ma appartiene solo ad alcuni, bevo proprio
smodatamente -ma solo in certi giorni, mai di Domenica, nel
giorno del Signore- e sono -nel complesso- una pessima
persona, MA giuro su mia madre (questa sconosciuta,
come mio padre, del resto) che non ho mai nutrito "malevoli"
intenzioni verso la Cappuccetto Rosso. Magari, forse, è
proprio l'inverso che si è verificato...
Con lei io volevo solo giocare...
Resto, nel fondo, un gran bambinone. Cio' non toglie che
le dicerie banaloidi sul mio conto, anche se usate fino
all'osso, perdurino. Vere croste di scabbia...
Come insinua il Boscaiolo Krantz (che dovrebbe piuttosto
occuparsi dei suoi propri affaretti sconci e loschi), egli mi ha
sicuramente colto mentre accarezzavo in modi ambigui la
Cappuccetto, ma è stata lei "ad offrirsi", anzi, a
sollecitarmi: come una gattina che fa le fusa. Non
dico che mi dispiacesse ma rimanga chiaro che non fui io a
cominciare. Le avevo poi proposto di recarci
insieme dalla Nonna, che volevo salutare, non avendola
vista da ben tre giorni. Ma la Cappuccetto preferiva
cogliere un mazzo di fiori, e magari chiacchierare
con un'oca sua amica, che abitava li'in giro. Non aveva fretta
la bambinotta. Perse due orette a girellare, a curiosare da stupidina.
Cosi', la precedetti da solo dalla Nonna. E' certo, con
questa ho sempre avuto rapporti speciali, sopratutto
quand'era più giovane. Ci siamo a lungo -carnalmente-
sentiti "a sangue", negli anni trascorsi e un po' lontani. Quando
mi vide arrivare la Nonna si eccito' mentalmente,
ha di tanto in tanto ancora giornate cosi'...
(Attratto, scordai di dirle subito che la bimba stava arrivando)
Lei sorti' da un cassetto un fascio di pubblicazioni
pornofile, io mi travestii con dei suoi indumenti da
notte, la vecchia mi frusto' sulla schiena ghignando e lieta, ma
poi desidero' che "la mangiassi". Mi ficco'un
avambraccio fra le ganasce e mi sollecito' a
stringere e mordere fino a farlo sanguinare. Poi mi
costrinse a leccare il suo rosso umore, mentre
godeva psicologicamente da matta. Anche a me non
dispiaceva, ma fu lei a cominciare... Poi legai come
un salame la vecchia seminuda, usando delle strisce
di cuoio: lei voleva che fingessi di strozzarla, mi
accontentai di sculacciarla. E le graffiai il dorso
a sangue. Insomma, eravamo assai scatenati... Mi si permetta
 di dire...che...esistono delle evidenze
incontestabili, per chi ha buon naso, del tipo: "La
Figa non è Culo." Ma, talvolta, nel buio momentaneo della
coscienza, il tipo del tipo puo' ingannarsi e prendere
sorci per mici, o gatti per pantegane. Ma scherzo... anche
se -nel fuoco dell'azione- succede di lasciarsi andare troppo
in là... Anche noi vecchi talvolta possiamo delirare, bisogna
capire la carne umana, piena di vizi. La Carne è Debole e Vorace.
Siamo tutti orribili.
Orribili peccatori, che il Signore mi perdoni...
Ma è vero che bisogna pur cercar di rispettare le sane Leggi
Naturali...Un Guardiacaccia, che ho ucciso per incidente venti
anni fa, diceva sempre: "Pur se si danno da fare come matti, un
cane ed una cagna non possono MAI mettere al mondo un gatto!"
Questo per dire che un gattopardo nasce con le sue macchie e che
con le sue macchie muore. Difficile eliminare i vizi naturali...
Percio', in questa atmosfera un
tantino malsana, ci colse l'idea di giocare un poco
con la Cappuccetto Rosso che stava arrivando, avevamo
perso la testa e il senso delle convenienze come
succede di tanto in tanto ai vecchi bavosi arteriosclerotici.
Dunque, legai ulteriormente la Nonna dentro
l'armadione dei vestiti, fissandole il viso contro
un foro sull'anta da cui lei potesse guardare verso
il letto ed in questo io mi infilai aspettando la
bambina. Allorché questa arrivo' gli avvenimenti
precipitarono. Quando le chiesi di spogliarsi per
venire a riscaldare le mie vecchie ossa di "Nonna"
lei lo fece subito, anche se mi aveva di sicuro
riconosciuto sotto il mio vago travestimento e
questo mi stupi' e spavento'. Perché non solo lei
pareva starci, al gioco, ma pure mi sembro'piuttosto
entusiasta. E poi successero delle cosette, ma
niente di male. Le faccende si bacarono davvero
quando Cappuccetto scoperse il mio sesso Rock&Roll,
meccanico e metallico, teso come una gru robotica,
e questo la fece subito impazzire ed esplodere in furia.
Una "megera" stregonesca da asilo infantile.
Urlando!, urlando come una sorcetta in trappola, in tutta la
sua cattiveria infantile, afferro' con le due
manine la mia protesi tirandola e strappandola in
ogni senso. Barrendo di dolore e di rabbia, cercai
di levare la bambina fuori dal letto, ma non
riuscendoci, le rifilai uno sganascione poderoso in
testa  e la sua faccia si riempi' di sangue, forse uscito dal
naso. Fiotti di sangue, un Vajont di sangue, un Titanic di
sangue...E non avevo voluto farle male, ma solo che la
smettesse, mi era parsa scatenata. Volevo calmarla.
Urlando, la Nonna si dibatteva inutilmente dentro
l'armadione. Ma subito svenni per il gran male e
non ricordo altro.
Mi risveglio' il Cacciatore, folle di gelosia,immagino,lui
stesso vecchio amante della vecchia. Aveva un
coltellaccio in pugno e sicuramente voleva
sbudellarmi per eliminare un concorrente, come se non
avessi già il basso ventre in spezzatino...
Poi non so come sono andate le cose: mi accorsi solo che la
Cappuccetto non cera più: una grossa botta, col calcio del
fucile sul cranio, mi fece svenire di nuovo.
Ancora una volta non sono stato io a cominciare,
mentre ho subito proprio tutto. Vittima tragica ed
infelice fogliolina nella forza dei fatti assurdi. Ho ripreso
coscienza non so quanto tempo dopo, perché un Fantasma
orribile ci stava bastonando tutti, e un colpo mi
aveva fatto riaprire gli occhi, ma presto un'altra
gragnuola di legnate mi tolse gli spiriti, ancora
una volta. Mi risvegliarono i carabinieri."
postato da: armandoceretti alle ore 15:57 | link | commenti
categorie: favole 18
giovedì, 29 maggio 2008

CAPPUCCETTO 17

maximilian capa
¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤
La Cappuccetto Rosso scomparsa
ed altre
FAVOLE GROTTESCHE

***
XV
***
La MAMMA Veronica Sanzulli-Pedretti, vedova
(A domanda risponde):
"Ah/ah! Voi ridacchiate sotto il baffo, vi vedo, mentre
mi chiedete quel che mi chiedete. Vi vedo, ma non me la prendo.
Si', SI'! confermo! per me la Televisione è l'anima del tutto
e il tutto dell'anima. E...allora?...Vi diro' anche questo:
ai miei tempi, quando ero sul filo giovane dei miei
giorni, usava dire che: se una parola di
italiano non si trova nella "Divina Commedia" di Dante è
perché la parola in questione non è una parola
d'italiano. Tutto l'italiano è dentro Dante. Elementare. "Fattibile"
e lampante, come una mela cotta... "solido"...saporoso... Poi mi
sono resa conto, crescendo, che tutto questo era piuttosto
una panzana, alla Babbo Natale, ragionandoci sopra. Ad esempio, la
Parola "Televisione" non la trovi in Dante, questo non toglie
che la Televisione sia Italianissima. Erano tutti reazionari e
tagliati fuori, nella mia giovinezza Ma adesso, invece, "BISOGNA
ESSERE ASSOLUTAMENTE MODERNI": c’è la
Televisione. Prendiamo Un Fatto, un fatto se non
è televisivo mente, non è un fatto, questo è di
moda di dire all'ora di adesso. Tutti delirano
tranne la Televisione. Senza lo sguardo
televisivo che è il mio, il dramma della mia
povera figliola resterebbe incomprensibile. Solo
io posso restituire i fatti veri, grazie al mio sguardo
televisuale. E io ne sono convinta, ma il Da Biani
Maresciallo invece no. Quest’omone mi odia,
odia tutti: pensa sotto-sotto che io sia in qualche
modo causa del decesso tragico del mio "povero"
marito, il quale -del resto- era inutile quanto una
foca imbranata, una disgrazia della mia vita... E pensa
senza prove e senza tele’il Da Biani...
dunque: non pensa, il Maresciallo...
Come ho già iniziato a dirvi ieri, ve lo spiego io -per
punto e per segno- COME si sono svolti i fatti, come alla TV.
...Cappuccetto –dunque- s’era spogliata, su
richiesta della "Nonna", ch’era l’atroce Lupo
vizioso, ma lei la bimba aveva conservato le
mutandine sul corpo nudo, affinché la nudita’ fosse
piu’ preziosa. Non tutto si puo’ dire, non tutto si
deve mostrare, e mettici un goccino di pudicizia.
Cappuccetto penetro' nel letto, colla penombra
vagamente rischiarata da un resto di candela, come
nelle storie americane di vampiri-zombies.
La "Nonna"-Lupo le poso’ subito una grinfia
bramosa indosso, per evitare ch’essa sfugisse al
cannibalesco progetto. Ma pure la carezzava per
tenerla buona. L’ingenua mia figliola, pur sentendo
che qualcosa vi era di strano in aria, espulse
giocosamente la sua breve angoscia giocando
il gioco che –in fondo- le veniva imposto.
V’ebbe luogo -allora- il famoso "DIALOGO DEI MASSIMI
SISTEMI":
"Nonna, che peli lunghi che hai!?" lei disse, la piccina.
"E’ per coccolarti meglio, dolce nipotina: è un pelo
da gatti!"
"Nonna, che occhioni sornioni e micidiali che
hai!?" lei disse, la poverina.
"E’ per meglio cogliere il vibrare sensuale della
tua freschezza, mio petalo di rosa!"
"Nonna, che barba malfatta che hai!?"lei disse, l'ingenua.
"E’ per ricordarti la virilità del NONNO che tanto
ti amava, pulcina mia!"
"Nonna, che orecchie pelose che hai!?" lei disse l'idiota.
"E’ per meglio ascoltare, in modo ovattato, il flebile
brusio della foresta alle ore 3,45 poco prima
dell’alba, o cuoricino mio!"
"Nonna, che dentacci sporchi, rari, malati e
sfatti che hai, ieri non erano mica cosi'. E la dentiera!?"
lei disse, la schiocchina.
"MA è per mangiarti senza masticarti, dolcezza mia!"
E cosi’ dicendo esso inseri’ repentino la mia povera
bambina nel suo apparato ingoiatorio, non senza aver
scordato di sfilarle le indigeste mutandine. Bianche,
di cotone. La ingoio’ come un serpente ingoia una
rana, bestialmente. Come un drago ingoia la
principessa rapita: dai piedi, man mano, finendo con
le braccia che ancora disperatamente si agitano.
Intanto la Nonna gridava da dentro l’armadione,
per niente: cioe’ invano. E poi arrivo’ il
Cacciatore  il quale apri’ il ventre del Lupo
addormentato, sazio di  Cappuccetto e vino,
senza trovarci alcunché, ignorando che la povera
fanciulla stava per essere digerita e disfatta in polpa
dai succhi gastrici un gradino, almeno, sopra: nello
stomaco. E che nessuno poteva piu’ far niente
per lei. Per questo nessuno trovo’ piu’ la mia
Cappuccetto Rosso. Tutti la cercano ancora,
da per tutto, ma non nel posto giusto, dove è
diventata poltiglia informe e dolce carne, dalle
fresche forme, macinata. E divenuta carne della
carne del Lupo infame. E senza corpo, un morto non
è mai morto. Povera la mia Cappuccetto, sfatta nello
stomaco di questo sporcaccione maiale e porco, piccina mia
per sempre senza tomba..."
postato da: armandoceretti alle ore 11:27 | link | commenti
categorie: favole 17
mercoledì, 21 maggio 2008

CAPPUCCETTO 16

maximilian capa
¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤
La Cappuccetto Rosso scomparsa
ed altre
FAVOLE GROTTESCHE

***
XIV
***
Il GALLINAIO (Eu)Genio Sfritta detto "Keo"
(A domanda risponde):
"Certo, sicuro, tutti mi chiamano "Keo" ma pure "Gallina".
Sono un onesto, semplice, sano, malaticcio, indifendibile
allevatore di polli e produttore di uova. Ho -di certo-
avuto una carriera a denti di sega, piena di alti e
bassi e con i soliti/inevitabili inizi difficili. Talvolta
coi denti tutti rotti, il mio "curriculum vitae"...
Ma non posso lamentarmi: mi son fatto una posizione,
anche se non saro' mai un "Qualcuno", e resto un cronico
tagliato-fuori, "un porco" che i porci non amano invitare
a casa loro...
I mercantini (gli abitanti di Mercato)
mi disprezzano cordialmente, ma pure io li disprezzo,
loro, e senza mezzi termini. "Uno ad Uno... e palla al centro"!
Siamo pari...quasi. Saro' uno sconfitto di nascita, ma ho rotto
spesso gli stinchi ai "vincitori". Questo, almeno...
Certo, voglio parlarvi della gallina Geraldine ch'era,
è, e resta, la migliore amica animala della povera
Cappuccetto Rosso scomparsa. L'amicizia "a sangue" di Geraldine e
Cappuccetto non è un luogo comune, è qualcosa di
sincero, vero e raro. Mai visto cose simili, dacché
mondo e mondo, credetemi. Neppure Patroclo e Achille,
neppure Filemone e Bauci, neppure Jean Marais e Jean
Cocteau, nemmeno Mussolini e Hitler...
Il sopranome sprezzante "Keo" mi viene -purtroppo- da un
fatto disgrazioso sul bordo dei miei inizi di
carriera: in una notte (prossima all'aurora) avevo riempito
il mio sacco di galline, ma lo sportello della stia
s'era rinchiuso di colpo, per mia sbadataggine (o forse perché
un diavoletto malizioso ha voluto divertirsi alle mie spalle)
e non lo si poteva aprire CHE DALL'ESTERNO...
Stolto e rinchiuso, prigioniero, dalle mie stesse mani,
in mezzo ad un branco di galli, galline, polle,
polli e pollastre starnazzanti, isteriche come
oche, con un pisellino in cranio e che facevano
"Keo-Keo-Keo..!" da romperti il cervello attraverso i timpani.
Allora -filosofo stoico- mi sedetti tranquillamente
in un cantuccio, aspettando con serena mestizia
l'inevitabile, che non poteva tardare.
I padroni del pollaio, credendo ad un attacco offensiva-
generale di volpi, martore e faine Unite si sistemarono,
con tre schioppe calibro 16 a dodici colpi marca
Franchi, in agguato intorno al sito. Poi, aprirono
il fuoco. Avevo, quasi a caso, scelto l'angolo
fuori tiro giusto per cavarmela senza danni, in mia fortuna...
Uccisero molto pollame ma io rimasi intatto.
Mi trascinarono subito dopo a calci dai CC e da
allora mi resta appeso sul dosso questo "Keo" che, certo,
poco mi fa onore. Ma con sacrifici e un sacco di
galline aggiunto all'altro, riuscii a creare il
mio allevamento. E adesso vendo i miei polli
quasi ruspanti nella Lontana Città, mentre
questi "poveri" mercantini consumano galline
da quattro soldi, allevate in batteria, con la
loro carne che sa di plastica, che arrivano dalla
Cina e pure dalla Siberia russa.
Geraldine -una gallina cui non son mai riuscito a torcere il
collo e che, infine, ho adottato come una sorella di latte-
adorava Cappuccetto Rosso e viceversa.
Stavano talmente bene insieme!
Spesso le si vedeva passeggiare cianciando, a
braccetto, sulle contorte viuzze di Mercato e pareva
che parlassero di filosofia da Scuole Alte, tanto sembravano
intente al loro chiacchierare
Io, nel mio piccolo, mi sento un poco
poeta e mi struggevo tutto davanti questa dolce visione.
La Cappuccetto scomparsa, con gran scorno paesano
(ne parlo' perfino il Giornale Radio), Geraldine
quasi impazzi'. Il pollaio mio ne era sconvolto,
in tutto l'allevamento, e dovetti prendere
provvedimenti drastici giungendo fino ad
allontanare la Geraldine, dopo averle portato nelle
orecchie con delicatezza un discorso semipaterno,
parlandole di Omero, di Kant e dell'inconoscibilità della
"Cosa in Sé", della malinconia degli Inuits e del salmone
rosso del Fiume Giallo. E Pure degli errori dei Giovani
Hegeliani, i Fratelli Marx in testa... Ma Geraldine era scatenata,
era come Achille dopo
la morte di Patroclo, "L'IRA FUNESTA"...
Temevo ch'essa volesse bruciare  Mercato con tutti
i mercantini (come Sansone) ed occidere il "vilain"
MARESCIALLO Da Biani, l'odiatissimo. Ma, il 23 ottobre, oltre
un mese dopo la terribile
e inspiegata scomparsa di Cappuccetto, Geraldine
si presento' calmamente e ben decisa davanti il
mio ufficio scalcagnato, mi guardo' dritto negli occhi e con
il becco mi fece cenno di seguirla. Seguii allora
la gallina Geraldine, perché nutrivo una profonda
fiducia in lei, ma temevo che mi stesse conducendo
a scoprire il corpicino massacrato della bimba da
qualche parte ED ERO INQUIETO. E dovetti prendere
tutto il mio poco e scarso e minuscolo coraggio in pugno...
Geraldine, la saggia, era convinta che se fosse stata
con la Cappuccetto Rosso in quel fatidico Venerdi'13,
niente sarebbe successo di male alla fanciullina. E
per questo si sentiva in colpa. Nelle settimane
successive aveva trascorso giornate intere a cercare
Cappuccetto nel bosco, rischiando ad ogni istante
d'essere divorata con piume, penne e becco e zampette sporche
dalla moltitudine di predoni carnivori che lo infestano.
Ma un giorno incrocio', fortuitamente, la Volpe
Moby Dick, rintanata in uno squarcio di quercia,
insanguinata e sofferente. Ed affamata.
Di fronte all'intelligente perorazione della gallina,
la Volpe rinuncio' a farne un solo boccone,(troppo debole
per stare in piedi, figurarsi se poteva gettarsi su una preda...).
Accetto', con finta umiltà,
una parte delle sue provviste per rifocillarsi e
-mentre mangiava cacio, salame e una stecca di
cioccolata- ascolto' l'espressione lamentosa del
dolore della gallina e della sua disperata ricerca.
Le due strane creature - ché l'Universo mette al Mondo pure
sgorbi acidi come questi...-
conclusero un patto amichevolissimevolmente, si
spinsero fino a Mercato e -mentre la Volpe, prudente
e stanca di farsi impallinare come un bersaglio da Luna Park,
attendeva sui limiti del bosco- Geraldine corse alla
Farmacia, e si procuro' il necessario e medico' le
ferite di Moby Dick, facendole pure una bella
fasciatura. E si misero insieme a cercare
Cappuccetto morta o viva.
(P.S.Le galline non potendo avere la Mutua Geraldine
aveva preso cura di farmi inviare la fattura della
Farmacia...).
Il 23 ottobre, mentre la seguivo sul sentiero,
la gallina mi raccontava tutto questo ed, ad un
certo punto, vidi la Volpe sbucare fiduciosa da
dietro i cespugli e unirsi a noi. Cosi’ fummo dei ben bizzarri
e malnati
tre a fare l'indicibile  scoperta : un anziano ladro di
galline, una vecchia divoratrice di galline quasi
sdentata e la gallina Geraldine, ineffabile furba
pollastra, piccola peste rompipalle che nessun pollaio
vuole, ma sincera in amicizia..."
***

 


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Cappuccetto 15

maximilian capa
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La Cappuccetto Rosso scomparsa
ed altre
FAVOLE GROTTESCHE

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***
XIII
***
Il MARESCIALLO Da Biani capo dei CC della Locale Caserma
(A domanda risponde):
"NO. L'inchiesta non procede verso "la soluzione", anzi: si
complica, fa del "sur-place", "un-dué, un-dué, op-pi',
op-pi'" come quand'ero recluta, ed anche rincula... Un vero
merdaio, -francamente-, permettetemi...Un sacrosanto merdaio...
Un merdaio sacripante! Un letamaio di menzogne e di false
apparenze, in gioco di maschere che cela altre maschere.
Oggidi' 23 settembre ho, finalmente!, ricevuto i risultati
delle analisi ADN effettuate dal Laboratorio Scientifico
dell'Arma, nella Lontana Città. Questi confermano i miei
timori, ma pure inseriscono un elemento nuovo, che mi resta
-fin qui- incomprensibile. I prelevamenti praticati al
Mulino (trasformato quasi in Macello Comunale) rivelano
senza ombra di dubbio che vi è il sangue di: la Nonna,
il Lupo, la Cappuccetto Rosso e il Cacciatore... Più il
sangue di una quinta persona, non ancora identificata, e
di cui nessuno degli arrestati mi ha parlato fino ad
ora. E mi rimane irrisolto  pure il mistero del telefonino,
da cui è partito il famoso messaggio scritto, che nessuno pare
abbia inviato. Anche questo attrezzo rimane
introvabile. In tutta questa storia qualcuno -almeno, almeno!-
mente spudoratamente e non son di certo io quel desso...
Tutto questo mi confonde le idee e per oggi ne ho
proprio abbastanza. Domani le mie ricerche continuano.
Domani e' un altro giorno. Spero...
Ma, lasciatemi pure passare ad altro, anche se non rientra
strettamente nel contesto...
Il mio fratello Ernesto, Responsabile dei Servizi di Sicurezza
sulla diga del Vajont (dove sta attento a che dei "turisti"
maomettani non lancino un aereo contro il rimarchevole manufatto
d'ingegneria, come l'11 settembre...), mi telefona spesso in
questi giorni perniciosi, dopo che ha visto sui giornali titoli
del tipo:"Una "partouse" era in corso mentre il Lupo mangiava la
Cappuccetto Rosso!", "I Misteri di Mercato!!!" e "I cadaveri
nell'armadio-del villaggio più corrotto d'Italia!" ma anche
"Funghi e cannibalismo nella capitale dei tartufi!!!" e via
discorrendo. (MA neanche uno ha scritto che quivi ci sono almeno
due-tre televisori, accesi in continuazione...poiché nessuno
sputa sul minestrone che mangia, e i giornalisti meno di altri...)
Insomma, il mio fratello, forse con ironia, forse per tristezza, si da
ad una specie di giochetto bizzarro: vedendo un parallelo, una qualche
analogia bislacca  fra Mercato e Longarone, il villaggio carnico
distrutto nella catastrofe del Vajont.
Lassù, a Longarone, tutti erano gelatai(...)
(...)
Un altro mio fratello (siam 12! TUTTI maschietti), invece, è più
intriso di positivo. Quel che mi scrive è bello.
Gerardo è Agente Segreto dei Servizi Segreti e ne ha viste di cose,
nascosto fra le pieghe della sua funzione. Gerardo mi scrive -per
esempio- che gli italiani stanno compiendo passi giganteschi, in questi
ultimi mesi. Hanno scoperto l'Etica e non si parla d'altro in Italia.
Io, qui, a Mercato, in questo "buco di culo" della Repubblica Sacra
Corona Unita, in questo residuo perso nel nulla della antica
nazioncella progressista "di sinistra", mi rendo conto di quanto gli
arzigogoli della mia sfortunata carriera di Polizia Militare
nel Civile mi abbiano condotto in un "cul de sac".
Mentre l'Italia tutta, d'un tratto s'ammigliora, superando d'un
tratto gli Stati Democratici adiacenti e pure quelli lontani, oltre
gli Oceani e i Sette Mari, qui, in questo villaggio pervertito, statico-reazionario,
d'ultradestra di Sinistra, disgregato ma tenuto
insieme dal groviglio dei suoi vizi e dalla televisione italo-merecana,
una persogna degna come me viene odiata , disprezzata e -nel complesso-
considerata poco e male.
Infatti, il mio fratello mi scrive che da due o tre anni in qua l'Etica,
come un ciclone benefico di Giustizia&Libertà, d'Altruismo e d'Onestà
ha tutto cambiato, con dolce violenza, e che gli italiani son diventati
irriconoscibili. Le mamme sculacciano i loro bimbi se solo pensano
di voler rubare i motorini. Prima, se già a nove anni non ne avevano
"prelevato" almeno uno -per cominciare...- con antifurto e tutto, li
prendevano quasi a calci trattandoli di "finocchietti!".
La Camorra di Campania e Caserta, antica istituzione borbonica del
folklore locale, la quale aveva alquanto "dérapé" nel passato, ha
trasformato tutti i suoi militanti e fiancheggiatori in netturbini!
E a Napoli puoi bere l'acqua sui marciapiedi, tanto sono puliti...
Pare che sia ancora l'azione a ritardamento di quel geniaccio
moralistico del Leopardi da Recanati... Del suo librone "Lo
Zibaldone" se ne sono venduti oltre 12 milioni di copie! E non è
finita...
Nei Bar-Tabacchi i giocatori del Lotto e del Totocalcio discutono per
ore ed ore sulla tale o tal'altra pagina. Le discussioni astiose sul
campionato si son ridotte quasi a zero, i tifosi (dopo qualche gridolino
-per far commedia, all'italiana-) concedono ai loro avversari la vittoria
Tre-a-Uno e Palla al Centro per la domenica successiva.
Davanti alle Locali Caserme dei CC, lunghe file di pentiti riportano
oggeti rubati e mazzette di banconote e qualche assassino l'arma del
delitto, prova mancante, in modo che lo si possa arrestare e processare,
con sua grande gioia e sollievo d'anima. Mariti si autodenunciano per
aver preso a calci e a bottigliate moglie, amante e bimbi - e si
puo' star sicuri che non lo faranno più.
La febbre dell'Etica scalda le vene e i pensieri e tutti non parlano
d'altro che di morale, citando decine e decine di pagine del nostro
vate nazionale d'un fiato, messe perfettamente in memoria.
Per strada, nessuno più sputa per terra o piscia contro i muri o
scoreggia fra i passanti o telefonina trojescamente, queste
abitudini malsane e assolutamente non etiche, finito! Queste cosacce
si fanno oramai in totale discrezione, dietro gli angoli bui e nelle
latrine delle osterie.
La televisione, aggeggio marchingegno non etico per eccellenza, sta
finendo quasi in disuso o in un consumo più che moderato e sotto
occhio critico. Certe famiglie si riuniscono, la domenica pomeriggio,
nel girdino coi vicini e si divertono a fracassare i teleschermi,
bevendo aranciata e parlando di Etica.
Altro che qui a Mercato! (...)
(...)"
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postato da: armandoceretti alle ore 13:53 | link | commenti
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mercoledì, 07 maggio 2008

Cappuccetto 14

maximilian capa
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La Cappuccetto Rosso scomparsa
ed altre
FAVOLE GROTTESCHE
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***

XII

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Il CACCIATORE Adelmio Strazzon, vedovo
(A domanda risponde):
"Si', questo è vero. In quel pomeriggio del venerdi' 13 settembre
stavo seguendo le tracce di una volpe che avevo ferito.
Si', quel giorno fatidico, per ragioni intime mie, non disponevo
dei tre cani con me, volevo vedermela da solo a solo con questa
volpaccia infame che mi ossessionava da troppo tempo, regolare
i conti da vecchio uomo quale sono: da solo a sola. E' cosi'.
Ragazzi!, là siamo nel ripetitivo proprio: è una storia lunga, penosa,
cronica, appassionante e che dura
da anni, riesco sempre e solo a ferirla ma mai ad
abbatterla, catturarla per poterla sventrare, messa in croce
colle zampe di dietro, inchiodata ad un ramo o contro un
tronco, e col mio coltello, affilatissimo, poterla aprire
dal gargarozzo al culo, con tutto il budellame che SPLAF!
straripa fumante e sanguinolento sull'erba dove i cani ne
fanno gozzoviglia, merda e tutto!
E'una vecchia volpe, un arnese antico, la chiamo Moby Dick per
il suo pelo svitalizzato e albuminoso, ma anche perché mi ricorda
un racconto per ragazzi che ho amato da piccino: la
caccia maniacale ad una balena bianca mitica ed imprendibile.
La presa in sé non vale niente, è carnaccia dalla pelliccia
inservibile, ma e' per me un pallino fisso, questione
di principio, per me e, forse, per lei pure... penso io. E,
in fondo dei fondi, mi permetto pure di pensare che nessuno
dei due, di noi, abbia veramente voglia che la caccia finisca,
anche se per ragioni differenti...
Stavo dunque seguendo le scarse gocce di sangue,
ch'essa lasciava nella sua fuga sconclusionata,
quando ho incrociato il Boscaiolo Flavio Krantz
che mi parlo'del Lupo e della Cappuccetto Rosso.
Mi spiego', per filo e per segno, il perché e il
percome delle sue inquietudini, a proposito di
evidenti losche intenzioni del vecchio
bracconiere, nei confronti dell'indifesa e ingenua
fanciullina.Io il LUPO non l'ho mai potuto
digerire, mai!, se mi si lascia essere sincero...
Dal giorno fatale della Grande
Sparatoria, in più, lo odio mortalmente!
 "Ecco qui, dunque, magari l'occasione per regolare i conti
sospesi- tutti in una volta!" che cosi' mi son detto.
Oltre ai dissidi personali intimi -(la sua ambigua
"amicizia" colla Nonna -che fu e resta "La Mia Donna"- m'infastidisce
non poco)-, oltre alla faccia di culo che si ritrova, son sicuro
che fu lui ad introdursi, di notte, nell'orto nei mesi scorsi
per aprire criminalosissimevolmente le mie 18 gabbie d'uccelli.
E questo, per ben quattro volte. Quattro volte, vi dico!
Al mattino, quando scopersi -pazzo di rabbia- il misfatto,
organizzai un "safari" coi miei figli e nipoti, tutti muniti di
reticella a manico da collezionista di farfalle.
Pensavo che i miei innumerevoli canarini e fringuelli e tordi e
e cinciallegre e pettirossi e "favits", quasi incapaci di volare
e avendo perse -o mai conosciute- le abitudini di libertà, li
avremmo potuti ritrovare e catturare, senza dubbio, con un po' o
più di pazienza... Ma mi ingannavo.
Sinceramente, non ne riportammo a casa neppure uno...
Erano, forse, ridiventati selvaggi!? NO. Tornando in sede, sul
far della sera, trovammo che tutti i miei cari uccelletti volatili
erano rientrati giudiziosi nelle loro gabbie, ridanciani e vispi,
e guardandoci con un occhietto ambiguo come fanno di solito,
aspettando la regolamentare distribuzione di semi e mangimi -con
un goccetto di grappa due volte per settimana, come d'abitudine-,
prima di mettersi a dormire paciosi sul loro trespolo, gonfiandosi
le piume con goffagine, grossi e tranquilli, con il capino celato
sotto l'ala protettrice, a sognare i leoni e i cavallini a lungo
pelo delle steppe siberiane.
Rabbia dura senza paura, dunque, per me vecchio reduce di
Lotta Continua, versus questo lupaccio dal pelame pepe e sale.
Cosi' decisi di rimandare al di' di poi il
braccaggio di Moby Dick(tanto era una storia
lunga...inutile e vano innervosirsi) e mi precipitai, senza porre
incertezze in mezzo, verso il Mulino della NONNA.
Trovai la porta non chiusa, dentro risuonavano
urla, pianti e lamenti vari. Un manicomio... Un vero casino!
Con un calcio di tacco poderoso, alla Tex Willer,
spalancai l'uscio e penetrai i locali, schioppa
puntata e pronto a tutto. La prima cosa che mi
fu evidente è che la Cappuccetto Rosso non c'era. Angoscia!
E il Lupo che si rotolava fra le coperte e le lenzuola
del lettone sfatto, pisciando sangue dal ventre
e dalla bocca. E gridava, GRIDAVA!, cercando di tamponare
il dissanguamento con un cuscino. La Nonna, da
parte sua, aveva un comportamento incomprensibile, rinchiusa
nell'armadione, urlando istericamente apriva d'una tratto l'anta
un poco e non di più, ficcava fuori la testa per guardare,
lanciava un ultimo gridaccio atroce,
poi si rinchiudeva dentro di scatto. E cosi' di
continuo... Totalmente fuori di sé o impazzita, non riuscivo a
capire niente né un tubo di quel che volesse dire. Pazzesco!
Quel che compresi chiaramente e in modo
lampante -tuttavia- era che il Lupo aveva mangiato la piccina
Cappuccetto  Rosso e ...pensai di fretta... che
magari riuscivo ancora a salvarle la vita... aprendo
lo stomaco della bestia e cavandola fuori. (Come si fa coi
caimani-coccodrillo nell' Afro-America: se non è stritolato
dai denti, l'ingoiato resta vivo anche ore, dentro lo stomaco,
mentre gli acidi biliari iniziano a digerirlo...)
Il feroce vecchiaccio aveva certo gozzovigliato senza
freni col corpicino della povera bambina e la sua
stolida ingordigia ora lo puniva a scoppiare. Lo vedevo
proprio soffrire, spandendo sangue suo e della piccolina sui
panni sporchi. Era il momento d'agire...
Sparai -allora- due cartucce contro il soffitto, per imporre
la mia autorità,  e gridai imperiosamente per
mettere la situazione sotto controllo ed
esigere il silenzio, senza troppi risultati.
E corsi -allora-
in cucina per procurarmi un grosso ed affilato
coltellaccio. Il Lupo, che aveva capito il da farsi
e il da accadersi si mise a berciare di traverso,
strangolantesi,e pareva volermi spiegare qualcosa allorché,
per meglio poter operare, gli infersi un forte
colpo col calcio della mia schioppa giusto sul
cranio, a tramortirlo. Un poco sperando d'averlo ucciso...
Guardai stupito il suo petto ben gonfio. Vi posai l'orecchio,
sperando di sentire la Cappuccetto implorare, dentro.
Niente.
La Nonna continuava i suoi insani andirvieni
dentro e fuori, solo la testa, e cercava di dirmi
qualcosa: ma io non avevo tempo da perdere con lei.
Avevo una vita di bambina innocente da riportare alla
luce de bel sole ch'ella amava tanto.
Impugnai deciso -dunque-il grande coltello...
MA, in meno d'un istante, m'arrivo' sopra una specie
di finimondo spaccatutto, piombato da non si sa dove.
Come un marziano nerboruto sorpresa dei sorpresi.
Un orrore in pieno sole, un mostro, pur se il sole si
trovava spento, là fuori, oltre i muri e sopra gli alberi.
...Mai là nel momento del bisogno...
Ed è sicuro questo, sicuro!, non ho preso mai, mai!, cosi'
tante botte in un lasso di tempo cosi' ristretto. Si'...
In un cosi' corto mezzo istante..."
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postato da: armandoceretti alle ore 14:45 | link | commenti
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