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INCOMUNICABILITA'...
LE MUR de la HONTE.
(NOTA SENZA CONVINZIONE ma verace).
***
Un muro. Un muro dipinto vagamente d'azzurro,
leggermente plumbeo fra pennellata e pennellata,
un muro era seduto su un sedile di simili-pietra à La
Maison de la Musique, en le Parc de LA VILLETTE, dans
le western parisien, e slinguava languido ed ardente
e stringeva e coccolava e serrava di ginocchio la
coscia d'una elefanta del SIAM, quasi indiaca, ch'era
bella, grossa e sensuale, trepida e abbastanza vogliosa.
Ma ella elefantessa aveva -pur se solo intenzionalmente-
desiderio magari d'altro [od ANCHE d'altro], come talvolta
succede alle femminili sensibilità. Un(elefantessa cosi',
con un bel profilo, pulito, e proboscide ben fatta, ben
disegnata come un naso greco (bianco/grigiastro ma questo solo un
pochino, da marmo di Carrara rubato, portato questo dall'Ulisse
in barca fin sulle sponde dell'Egeo -mare questo CARO ALLA PATRIA e
alla "Settimana Enigmistica" che lo usa spesso sovente insieme ad
A.C.I., ara, osée, ut, RA, Noé, ila, etc. per impostare i suoi merdosi
cruciverba che RICHIEDONO motti brevi e siglati per non troppo
porre problemos all'Operatore Enigmistico -in genere, un vecchio
coglione autodidatta e bavoso- che non puo' e NON DEVE stancarsi
il cervellino nozionista incrociando termini troppo lunghi i quali
gli mangerebbero settimane mentre lui ha solo a disposizione le
sue notti insonni di castrone imbecille frustrato per inviare
il plico in tempo cioé otto mesi prima la messa in pagina alla
redazione, etc.--scordavo: sopra, dopo Ulisse, va aggiunto pure
un astioso commento, complemento di soggetto, vale a dire: ULISSE,
nel suo costoso peregrinare, perché tutto cio' costo' caro e
sarebbe sconcio essere portati a ignorarlo, poiché ancora ci
impesta la vita questa merdosa Odissea e non sarà domani
che la scorderemo, cosi'COME tutti i figli, i nipoti, le "mogli"
"juifs" della BIBBIA, infame libro sanguinoso vetero-fascista
che pare essere la sola iniqua lettura di questi inetti
cruciverbisti, per italo-franco-anglosassoni che siano o fossero).
TORNANDOO al punto, al naso greco e marmoreo dell'elefanta:
una tale donna, femmina di stile e coltivata da buone letture,
con occhialoni da intellettuala, ella essa puella pulcherrima
voleva pure della musica fine che il muro (v.sopra all'inizio)
anche se velleitario non poteva offrirle.
La sua intima esigenza s'esprimeva allora maldestramente e
mascherata. Ed era una situazione un po' frustrante che rendeva
sottilmente triste il muro, pur se non troppo sveglio e
non sgrezzato dalle Scuole Alte tipo il DAMS(sic) o il M.I.T.
o OXFFUORDE o CANTBRIDGE o LA Ssuorbonne. Il muro (Adelpio
Stratus, 39 anni, divorziato senza figli, ex-paracadutista
alpestre di montagna in Congedo Illimitato, fabbricante di
spaventapasseri nei ritagli di tempo, leggermente claudicante su
uno dei pilastrini in gesso -il terzo a sinistra- seguito ad una
falsa manovra lancistica), egli attendeva che la pentola bollisse
per poter infilare una zampa dentro le mutandine per intiepidirsi
l'indice nei vischiosi umori vulvari e iniziare l'opera con una
sbrodolosa ditalinata del turgido clitoride dell'elefanta.
MA sentiva una vaga resistenza in lei e una sicura incertezza,
difficile da leggere, come se volesse e non volesse, bollendo
e sbollendo, in un via-vai di "la-do-non-la-do" che forse era
un giochino femminil femminilista ma assai ambiguo. Difficile
da interpretare correttamente.
L'elefantessa (Virginia Sperandio fu Giobatta, 96 anni,
fanciulla senza legami e famiglia, presidentessa dell'Unione
Mamme di Famiglia Scapole e Nubili della Korea del Sud, buon
orecchio e musicologa delle Opere Verdiane a tempo perso, leggero
difetto di pronuncia sulle "L" quand'era a disagio), lei trovava
il muro poco maschio e senza virile intraprendenza. Vacuo.
"Il Cavallo di Troia quello si' che era Un Uomo che sapeva
osare e rischiare magari un ceffone femmineo, e senza fare una
piega", pensava la ragazza con nostalgia. Lei ammirava il robo
dell'Ulisse, IL QUALE s'era fatto aprire larghe e fervide le
porte labbrose della fortezza assediata, e con astuzia ed ironia.
Mentre le loro cose si trascinavano cosi' -"quasi in fin di vita"-
in languidi tiramolla, l'occhio dell'Adelpio Stratus cadde
per caso, mentre vagava smarrito in cerca di scuse, su un
cartello vergato a mano appeso su una porta li' di fianco:
"Merci de respecter Notre Lieu de Travail et d'aller uriner
dans les toilettes du parc"(1).
La preghiera educata ma pressante gli infuse un breve tremolio
interno -come puo' accadere pure a spiriti ben più temprati-
e gli pose anche un acuto punto di interrogazione in seno e in
certi angoli del pensiero. Egli si chiese se una sborrata di
sperma -sprizzata tuttavia "IN VASUM"- potesse esser omologata
come pisciata d'orina O MENO e questo lavorio cervellottico
raffreddo' sedutastante i suoi ardori e si senti' a disagio
e la sua freccia dardosa si fece molle e semimoscia PROPRIO
mentre la Virginia Sperandio -avanzando nella sua inchiesta-
vi metteva la zampa sopra delicatamente, dopo aver aperto
la bottega sbottonandola con perizia.
L'Adelpio provo' una fitta amara sul lato sinistro del suo petto
e il suo mentale sconfortato corse lontano e con invidia al
MURO DI BERLINO, che quando cadde tutti ne segarono una fetta
o un pezzettino per portarselo a casa ed ammirarlo e coccolarlo
COME UNA STAR. Quello si' che era un UOMO e felice!
Per tracciare un fosso fra il PRIMA e il DOPO il nostro amico
muro, triste e sconnesso come un cane battuto, propose allora
all'elefanta di far quattro passi ("'na passeggiuota") fino al
parchetto dei bambù di fianco al Canal de l'Ourq dove egli
intendeva (sperava?) rimettersi a tavola e/o potersi riprendere
"le cose perdute". MA, la trepida fanciulla rifiuto' il
piccolo commercio, con eccessiva educazione e fair play,
pretestando un appuntamento dal dentista.
[Ed era vero che ella aveva problemi di dentisteria avoriense
ai suoi bei dentoni bianco-giallognoli poiché, -nella sua dieta
(per ridurre le anche ed affinare la spallona destra)-, un
guru neosemplicista le aveva imposto il consumo ESCLUSIVO
d'ossa di bove con qualche residuino di polpa di carne
e NIENTE di più, (a lei! erbivora di nascita e di cultura!).
E questa prassi poco dialettica le aveva indotto qualche
danno alle zanne, niente di grave, ma quantunque da tener
d'occhio presso un valido specialista.]. [ MA resta vero pure
che il suo appuntamento con il valido specialista era DUE
settimane dopo questa ora fatidica]. [Si trattava, dunque,
di una banale e blanda scusa, ma lei se ne fotteva di queste
amare sottigliezze, tenuto conto che aveva voglia di togliersi dai piedi].
E tolse, dunque, il disturbo. Pur se perplessa.
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(1) il che vuol dire quasi: "Vietato pisciare qui di lato".