congiunzione carnale 8
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.

(...segue)
(segue...)
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vedi anche:





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e per arrivare viene...
congiunzione carnale7
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.

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Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi! "N'anticipons pas trop..."
Sarebbe sempre meglio non correre troppo precedendo i fatti, poiché questi son corridori solidi e professionisti e non amano che relativamente gli sprinters delle fughe in avanti. Chi scappa è sempre ribeccato. Quasi...
[Vedi come li riprendono, questi fugaioli, nel TOURdeFRANCE! Il Plotone,
maestro in casa sua, si scatena dopo aver seguito con occhio ironico i
fugaci fughevoli che paiono diventati padroni. Il Plotone si scatena E, i
124 o 162 velocipedisti di mestiere "uniti nella lotta" catturano in men che non si dica -otto minuti, talvolta meno, certe volte più, ma cosa cambia alla dura realtà dei fatti?- gli infelici che "han tentato la fuga"!
Il Plotone, in fondo, non è un cattivaccio, sarebbe pure una pasta d'uomo, una buona lana. MA... Il Plotone non ha (forse) una testa (pensante e dirigente, niente Duce, por favor...) MA, ma quando parte a riprendere i fugaiolini -quelli che scappano credendo d'arrivare- ragiona e scatta come un sol uomo. I corridori essendo formiche che non amano troppo le cicale e neppure le farfalle...Né gli avventuristi eccessivi.]
MA è certo che la Tapolazowa Iskra correva da "vispa Teresa" sui prati e sopra i fiori, attraverso dei ponticelli malfatti su ruscelli gai, verso la collina dove il Re si trovava assiso regalmente su pietra nera e ch'ella portava un cartello esplicito sopra le spalle, il quale diceva che: "VOGLIO essere Regina, Regina del mio Re!" ed un altro più piccolo, formato busta da lettera, che affermava -a lato-: "Viva la RUTENIA libera!", alla deGaulle ("Vive le Québec LIBRE!!!", 1967...).
Pura e sublime follia! COME rifiutare?! Il Re l'amava già... Donna sua.
L'aragosta era d'alto lotto, bellissima nella vibrante goduria delle sue carni e pelurie ocra, e queste rendevano bene in contrasto, nel verdemarcio o pupilla- di-normanna-bionda dell'erbame che pareva sviolinarle un caldo concerto di musiche ancestrali intorno.
Ed il Re, coll'occhio grosso cosi' incollato al visore, trovava -lui-, allegramente e godimentosamente che: "E' come nella foto, la mia regale porcellina! Molto, MOLTO bella... senza trucco o trucchi o maquillages... tutta acqua e sapone...razza Piave-slava, proprio! Una Regina cosi' è davvero quel che mi ci vuole!"
E la fanciulla, laggiù, talvolta, si girava su se' stessa forse "per caso", forse "per vizio", E in questo languido movimento mostrava in pieno sole -pur se laterale- la sua vulva, la micina, la passerina dal pelame rossiccio ch'era un orgasmo a vedersi. Soave dolcezza dalle labbra d'oro, per lo sguardo. Fra i peli acidi e ben spettinati e barocchi.
Magari lei si sentiva spiata da là sopra e faceva questo all'uopo? CHI mai saprà LA Verità? In queste cose ognuno immagini per il meglio...
Ed il Re, in conseguanza, si scoperse prestissimo vittima d'una erezione pazzesca, nel suo muscolo marmoso del piacere e della eventuale figliolanza e lancio' un grido (stridente e sensuale -e ripetuto) su cui accorsero
solerti i due suoi braccio-destro, lo scudiero Pancio e il Cavaliere del Libero Spirito Cavallo Pazzo.
I quali due, pure, guardarono sul telescopio binoculare la dolcissima
e sensualissima bellezza in arrivo (era ancora a 20 chilometri, lontana, il che ci lascia il tempo di sprecare qualche riga ulteriore...).
[Non bisognerà scordare -qui a mo' di precisione- che la fanciulla rutena-bellunese era arrivata sui posti in autostop, date le sue scarse basi finanziarie, e che l'automobilista ignoto l'aveva abbandonata sui bordi del mare, come a far apposta. Sessanta & quattro KM distanti dal Colle Nero, ch'ella dovette farsi a piedi, talpinando. E che lei aveva colto l'infelice occasione per bagnarsi e lavarsi più volte nell'acqua salmastra, sia per essere pulitissima e disinfettata -c'era in giro il virus H1N1 della febbre Asiatica...- ma pure per conservare sulla pelle e sul corpo questo sapore, questo sentore di salinità marina che da più gusto ad una aragosta.]
L'erezione mostruosa ed equina del Re (non si dirà la centimetratura della quantità della mostruosità per non assecondare le viziose e losche attese del popolino...)era stupefacente per l'ippopotamo e il caimano i quali, pur disponendo di vasto corporame, potevano contare su attrezzi sessuali quasi minuscoli, in relazione alla stazza - ed il giudizioso Sancio trovo' che: "Più son piccolini più han gran cazzo, per grazia di dio...", poiché gli dei han occhio cieco, alla Polifemo, o distratto dai capricci ben tipici di tali entità super-ontologiche dal sesso triplice.
Al che Sua Maestà trovo' giusto ribattere che: "La qualità d'un Re non si misura col metro degli insetti!" e che: "Villan che piange, prete che ride!" Cavallo Pazzo cogitabondo non diceva niente. Non capiva cosa il Re avesse voluto dire e si mise a spremersi le meningi per vederci chiaro. Mentre il Pancio si dava manate colle sue zampone sulla panciona vuota e ridacchiava mesto, anche se non era proprio triste, ché quando gli ippopotami si mettono a miagolare, neanche il DesCartes ci capisce niente.
Suonava allora mezzogiorno del giorno tal dei tali al campanile del paesotto più vicino, sotto il monticolo. Quello del don Tarsilio.
Pur avendo fame di pranzo i tre s'accorsero cosi' che la faccenda era seria, che stava per arrivare LA Regina tanto attesa e mai sperata. La
guardarono ancora una volta a turno mentre veniva ed arrivava, per essere sicuri della certezza, con occhi grossi da bambinoni.
E la Regina arrivava, per venire. E veniva, per arrivare...
Sancio, il quale era portato per natura a scoperchiare l'acidità delle situazioni, intriso fin nelle ossa dal senso ineluttabile della Realtà delle Cose, che era stato durante qualche anno burocrate all'Ufficio Postale d'un partito dell'ultrasinistra siberiana e mongola, trovo' opportuno intrattenere il RE a proposito delle problematiche giuridiche e costituzionali della Congiunzione Carnale, la quale richiede "au prealable" e in genere un "Congresso Giuridico Corporale" e magari un Matrimonio.
E che prima di consumare l'atto, magari fosse utile di far salire il don Tarsilio, per uno sposalizio campestre degno di Napo I e Giuseppina.
Sul che il Re mellifluo e -per una volta tanto ironico- oppose gentilmente il suo sentimento, che: "Un Regio Sposalizio si celebra in una cattedrale,
con ceri grossi cosi' e cardinali ben vestiti, e con almeno 50 -cinquanta- capi di stato, Re e Presidenti invitati, e telé e stampa e 2.000 fotografi della stampa mondana ed ufficiale,e noi la cattedrale non l'abbiamo ancora edificata, diamo tempo al tempo...E poi, il don Tarsilio non è ancora Papa Camillino IV, se mai lo sarà... E, un Re degno di rispetto solo un Papa lo sposa, senno' che gusto c'è, non sarebbe cosa seria... Per il momento, accontentiamoci di cose alla buona, pensiamo alle urgenze concrete."
Cavallo Pazzo sbattacchiava la coda ironico per insinuare che, nella sua spontaneità spontaneista, le finezze rituali contano poco e imperio va dato all'atto. Ma taceva. Con un ghigno risaputo. E si leccava i baffi.
Intanto l'ippopotamo ineffabile si dilungava ancora davanti al RE, che lo osservava con occhio stretto e un po' diffidente, giocando coi vari maniaci cavilli e addenda e Comma 2/14 ed eccezioni al paragrafo e sulla legge proto-runica-coranica nelle sue estensioni e ramificazione succedanee sottostanti, attinenti od ggiuntive a proposito d'una Regale Unione Matrimoniale, E MENTRE La Fanciulla presunta Regina arrivava man mano là in basso, prendendosi pure il tempo e il lusso necessario a riempirsi il crine ocra di fiori di prato e strofinarsi le varie ascelle con rose e fiordalisi per olezzarle, Cavallo Pazzo (avendo un tantin di fame) decise di occuparsi di cose solide, concrete e d'umano sostento e scese ad un casolare sotto la collina, pensando alla inevitabile Cena di Nozze, e chiese la carità di quattro gavettone o bidoncini metallici (con docile coperchio di chiusura a serramanico) pieni di zuppe e minestrone ai fagioli rossi, che i contadini concessero con scarsa gioia, aggiungendovi dei vecchi ritagli di lardo e -per la sposa- delle castagne sott'olio d'oliva. E s'indaffaro' anche per raccogliere bacche e noci secche restate per terra da un pezzo, e qualche foglia d'insalata, e fragole selvatiche, due mele ed otto uova di pernice e dodici carote selvatiche frescamente estratte, e compose serti di mimose e margheritine per rendere festosa la festa nuziale. Il vino pure non mancava in quanto, da buon americano, egli lo faceva con polverine in bustina e ne aveva in riserva abbondante dentro il suo tascapane a dosso.
E intanto il coso del Re restava teso e turgido, come il suo scettro,
ch'egli brandiva con orgoglio e sovranamente, col culo appoggiato sulla pietra nera , ascoltando vagamente i discorsi interminabili del saggio Pancio, ficcando di tanto in tanto un occhio sul telescopio binoculare per ammirare la Sua BELLA venire... E la Splendida Fanciulla veniva, veniva
e quasi arrivava.
(segue...)
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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
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congiunzione carnale6
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE. 
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Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
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(...segue)
Un po' più avanti nella notte, sotto una volta stellata più che magnifica, con centinaia di lucciole vaganti in folle piacere, che sfarfallavano li' intorno, richiamate dal chiarore del fuoco di legna, il Re prese in disparte la Diana, trascinato da un trasporto sentimentale acceso, e la chiese in matrimonio, direttamente a lei stessa, per farne la sua Regina, nientedimeno che questo. E la cagna Lady Diana si schermi' con grazia e gentilezza, allora, e si scuso' di dover rifiutare, ma rigetto' la proposta, e dolcemente ne espose i consistenti motivi, facendo notare che: "Vedova sono, è certo, e di bella presenza ancora e prestanza, MA ben avanti negli anni... Se è vero che "gallina vecchia fa buon brodo", è più vero ancora, ô mio bel Sire, che io non potrei darvi l'erede che v'abbisogna... e... un RE senza delfino non piace al popolo... I sudditi democratici e cetimediosi, usciti dalle lotte della Resistenza antifascista e dal turismo pagato a rate, vogliono vedere le foto del delfino -e magari delle DUE sue sorelle...- tre volte per settimana, sui loro settimanali "people" scandalistici... altrimenti non restano fedeli... e magari si mettono a far rivoluzioni come per ridere... Non desidero mettervi sul letame di tutti questi rischi... ma, se è per una semplice scopata, fate pure, Eccellenza Reale, pur se io son dura da far godere..."
["Al tempo! Al tempo! AL TEMPOOOOO!!!!!! Non ci siamo. Non ci siamo! E NON CI SIAMOOOOO!!!!!! Cosa sono queste belinate?!?! IL TENORE, laggiù, SI' voi! Non avete forse un'anima? E' con l'anima che si scrivono e si CANTANO le FAVOLE GROTTESCHEeeee... Voi avete del mestiere, MA non è sufficiente! Non avete, forse, un'animaaaaaa?"
"Ma, MAESTRO..."
"QUI non c'è NESSUN maestro, io sono il Signor TOSCANINI, Direttore d'Orchestra, e se non vi piace, andate a farvi inc... lobotomizzare altrove!!!"
"Ma, maestro..."
"E lei, là, la soprano! Siamo un po(h)ino giù di corda, presumo! La sua entrata è stata in disaccordo sull'orchestra di un decimilionesimo di secondo! MA SCHERZIAMO?! QUI, solo la perfezione dell'ARTE trova spazio! Non vi prenderete mica per degli "artistes plasticiens de Mairie de banlieue" colle loro patetiche ed orride installazioni? SAREBBE IL COLMO!!! Non siamo mica alla biennale di venezia, qui!"
"Maestro, la chiamano al telefonino. E' Baraka O' Babarama!"
"Signora sovrintendente, NON mi disturbi! Si occupi delle sue funzioni, le faccio notare --educatamente- che... avete scordato di fornire di carta igienica il cesso... Ne parlero' al ministro dei Beni Culturali!"
"MA MAESTRO, l'O'Babarama vuol proporvi la direzione della Guerra in Afghanistan! Avreste i migliori soldati del mondo come Orchestra, i famosi "marines", 600.000: come a Saigon...Di che far musica buona & GOOD!"
"L'ARTE è una guerra contro gli imbecilli, CHE non puo' essere condotta con degli imbecilli! Leggete Machiavelli, leggete Machiavelli!...e lasciatemi in pace... A VERA Guerra Guerrieri PERFETTI!"
"Ma, maestro..."
"ANDATE AL diavolaccio, SCIOCCHI!!!...E voi, il baritono, vi avevo pregato di spostarvi di tre metri sull'asse centrale, NON per ragioni ottiche o spettacolari, MA per la pura propagazione delle onde sonore e delle vibrazioni curvo-spazio-temporali, in modo che la giusta mistura sia fatta per colui che...per l'orecchio visivo...per L'Anima sensoriale...per L'ASCOLTATORE Ideale...situato nel perno centrale della sala...con ripercussioni ai quattro angoli perfette...PERFETTE! PERFEZIONE! PERFEZIONE! Signore e signori. Se non sapete impaginare, abbandonate il giornalismo, e datevi all'ippica come il famoso Starace! Al lavoro! Si ricomincia...NO...si procede...niente daccapo...si riprende "al tempo"... Si va AVANTI! AL LAVORO! Pronti??????"]
Ed esplose infine, un bel mattino di luglio radioso e sensuale,
l'avvenimento che -pur penetrando sperato ma un tantin inatteso nel disordine delle cose fossilizzantesi-lo sconvolgeva quietamente verso una soluzione superiore delle contraddizioni e delle assenze e inadempienze e mancanze che troppo spesso infangano il presente -se ben ci si ragiona...
Il Re, assiso sul suo macignotto grezzo e nero di Trono, guatava sospettoso -ma senza paranoia- l'immensa pianura semiondulata intorno al fiume, là in basso. La profusione di campi, prati e boscaglie e boschetti ed alberacci solitari, villaggetti e poderi isolati, la moltitudine di formiche
all'opera, le migliaia d'insetti ed uccelli sottomessi ai loro bisogni quotidiani, TUTTO quello che egli pensava (nel desiderio) come suo Reame prossimo futuro. Il trenino passava laggiù, lasciandosi dietro voleggianti
pennacchi di vapore, le navi sul mare "lontanissimo" andavano e venivano cariche di merci e villeggianti danarosi o lavoratori in peschereccio, l'azzurro in alto era punteggiato da mongolfiere modernissime ma non contemporanee che portavano gli studenti verso le loro Alte Scuole, con le loro mamme munite di bidoni di minestrone e cacio di latte di manza ingozzata con le sane erbe montane, per nutrirli. E pane bianco turco.
Ed egli guardava tutto cio' con un telescopio manuale binoculare a treppiede prestatogli dal cappellano don Tarsilio, che aveva in cura la chiesettina del villaggino di Lxxxxs, sotto il Colle Nero, ai piedi della "culinuta daj guess", sull'estrema sinistra, per chi guarda verso la Siberia, ma sull'estrema destra per chi viene dal mare...
[Don Tarsilio, giovane ed aitante pretino, un po' pazzerello, ed alquanto bizzarro, era un nemico discreto e pervicace del pievano del paesone pieve -che è passato in queste pagine già più sopra- il quale lo voleva perfino spretare. Gli è -a dire il vero- che egli non rispettava troppo le regole ecclesiastiche e le credenze dogmatiche. Egli saliva talvolta, e di più in più spesso, verso sera, munito d'una damigianotta di grappa, sul Colle Nero,
dove trovava il Re ed i suoi due seguaci, per osservare le stelle col suo telescopio a treppiede rinforzato di camera-oscura numerica, e cio' durante tutta la notte, CONVINTO che prima o poi avrebbe visto in giro lassù, tenendosi per mano, gli spiriti concreti che han fatto il mondo e i fatti:
Dio&Geova&Hallah&Brahama&Shiva&Visnù&Budda&(perfino)Lucifero(La Pecora Nera della Famiglia...). Ed allora, li avrebbe fotografati e, colla prova documentaria in pugno, sarebbe diventato Papa col nome di Camillino IV.
Don Tarsilio aveva pure aiutato il Re a trovar Regina. Aveva messo degli annunci su dei mensili pornografici. Aveva giudiziosamente selezionate le tante proposte ricevute e scelto la migliore, su foto, insieme col sovrano e i due suoi nobili. E quella aveva inviato un telegramma, che il povero fattorino delle PPTT aveva portato lassù colle bave alla bocca, che ne annunciava l'arrivo il tale giorno della tale settimana a circa tale ora.]
Puntando l'occhio inquisitore più lontano ancora egli scorgeva le Armate a Cavallo Russe pronte -alla prima occasione politica- per attraversare il mare ed invadere questa piana felice e laboriosa per farla siberiana, e sottomessa al ben volere di Stalin, e di altri di cui è onesto non parlare.
Ed è cosi', curiosando in modo interessato, ch'egli intravide
l'aragosta anfibia (detta pure "terrestre", in certi manuali ben informati) dal bel nome di TAPOLAZOWA ISKRA, fanciulla bellunese d'origine rutena del sud-est d'undici anni e mezzo e più (forse vent'uno...), stanca d'essere ricca senza aver un soldo, e desiderosa di diventar Regina.
(segue...)
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vedi anche:




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SOTTO: Lo spettro d'un pedone schiacciato infesta (possiede?)
il marciapiedi del PEDONE. Fra "morti" e "vivi" gli equivoci
sono normali...
"Che è 'sto tipo? Chi siete?"
"L'UCCISO, Vossienza"..."L'ucciso ritorna sempre sul luogo del
delitto!" "Non capisco un tubo del cavolo, sior. Provate a
parlarmi col polacco, è il più facile..."
"Je ne parle pas polonais, missia. Sono siculo-sardignolo."
"BOFF! ancora un pazzo tra i piedi! pare che TUTTI quelli
matti da legare sbarchino qui sul "mio" marciapiedi..."
**** UN QUI-PRO-QUO d'habitude s'eternise en le long
d'un jour entier et complet (24x24H.) et même plus...
TRADUZIONE: quando tira fuori la lingua LO SPETTRO di
pedone dice :"BUONGIORNO, come va?"
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congiunzione carnale5
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.

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Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
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(...segue)
Ed il Cavallo Pazzo, baldo e sincero caimano, spazzo' vie queste meschine obiezioni d'un gesto semplice ma decisivo, come se scacciasse uno zanzarone rognoso e fastidioso (pensando, certo, che dormire al caldo d'un locale sarebbe stato trentatré volte meglio che pisolare malamente, col dosso appoggiato ad un tronco, coll'inverno zeppo di notti gelide che prima o poi arriva...). Ed il re, lui, trovo' che: "Ci sono migliaia di muratori e carpentieri senza lavoro, in questi tempi di crisi, e con una gran voglia di innalzare muri e tetti, ed in autunno, finite le raccolte, centinaia di
agricoltori si precipiteranno quivi per concorrere all'opera, da bravi sudditi. Coi lavori cominciati in autunno, per la notte della nascita del Bambino di Dio, pure noi saremmo al caldetto, fra un bove ed un asinello, voi bevendo grappa ed io un tè... E, per il progetto,... faremo come il Gaudi', come Le Facteur Cheval: creatività, improvvisazione e buona volontà. E poi, ci sono tante pietre e rocce nere qui, come l'ho scoperto, sotto le ossa e le erbacce...Mistero dei misteri... Da dove provengono? Come
sono arrivate qui? Marziane? Venusiane? Comunque sia, ci saranno utili per fare i pilastri. E' grazia di dio..."
Alcuni giorni dopo, essi ebbero la risposta strabiliante a questi legittimi interrogativi, ché le rocce venivano dal cielo ma non erano extraterrestri...
Tre cacciatori eran saliti fin sopra, inchinandosi davanti al Re sul trono, coi loro tre cani da caccia, offrendo "oro,incenso & mirra", cioé: una mela matura, un'arancia ed un limone (per il tè). E qualche bagigi...
Avevano schioppettato ma non abbattuto tre cinghiali ben grassi, tre fagiani e tre lepri dalla carne aspra ma salda. E sapevano che le bestie quasi-morte si trovavano acquattate, a leccarsi le ferite, dentro la boscaglia del cocuzzolo del Colle Nero.
Cavallo Pazzo ed il Sancio, i quali desideravano ardentemente cambiare una volta tanto il loro modesto e troppo frugale menù, proposero con tutta convinzione di partecipare alla battuta - all'operazione Hemyngwaj, dal nome
del castrista cubano americano premio Nobel di Caccia&Pesca-, perché conoscevano perfettamente TUTTI I NASCONDIGLI possibili. E ci andarono, mentre il Re, rimasto assiso sul trono, scettro in tra le cosce, suonava il
corno carnico da caccia: per incitarli e sostenerli moralmente, da lontano.
In meno di un'ora, le nove prede sanguinolenti catturate ed uccise si trovavano stese ed allineate davanti al trono, con tutti che si facevano fotografare trionfanti, insieme od uno alla volta, a turno, da uno dei cacciatori munito d'apparecchio "art contemporain" numerico: un Kodak 2222!
Poi, i cacciatori le selvaggine le spiumavano e spellavano e scuoiavano, preparandole a dovere, svuotando i ventri budellosi zeppi di merde varie.
Mentre, Cavallo Pazzo e il Sancio accendevano un fuoco di legnami misti, e ricavavano abilmente degli spiedi, aguzzando delle ossa dissotterrate.
Fu una vera cena da RE!
Il sovrano era il più gaio, come un ragazzino adulto, avendo ricevuto in omaggio le pelli ancora calde di vita, per cucirsi in seguito, con fil di corame ed ago da scarpaio, un manto regale degno di Attila.
I cacciatori, i quali spesso sanno stare al mondo, disponevano pure di tre otri di vino rosso Merlot e bottigliozze fighissime di grappa, che cavarono allegramente dai loro tascapane. Ci fu gran aria di festa venatoria.
I tre cani da caccia, vegetariani, si riempirono il panzotto semplicemente,come brave persone colme di saggezza, con radicchio selvatico condito all'aglio e all'olio di sassorudo, cime di rapa rosolate con un goccetto d'olio d'oliva cileno e radici di Kren cotte allo spiedino, tagliate per fette, insipidite un poco, le terribili!, colla bava di lumaca di produzione kurdo-iraqi-brindisina.
Dessert: more di gelso au poivre de cayenne, E/O grossissime more di rovo ukraine alla vodka siberiana.
Digestivo: grappa stravecchia alla muffa di figa greca.
Tra un discorso e l'altro, salto' fuori, naturalmente, liscio come l'olio, pure il mistero delle pietre nere...
Dei tre cani da caccia uno era una cagna, Diana, setter di purissimo pedigree inglese del South-Walles, donna quasi matura ma ancora balda, salda nelle carni e valorosa, d'immensa preparazione culturale (ETON...).
La quale chiese la parola -educatamente et en toute finesse- per raccontare che: "UNA VOLTA, migliaia e migliaia E MIGLIAIA di anni fa, molto ma molto MA MOLTO prima che Geova creasse Il Libro, Il Mondo, L'Universo, l'Eden-rock, l'Adamo&Eva ed il virus H1N1(porcino), in questa collina dannata viveva una "tribù" di giganti. Erano giganti GIGANTI. In genere sui 15 metri, con tanti muscolacci e dentoni a zanna. Certuni, benedetti dagli dei e dalle eterne ed incomensurabili leggi naturali, ti facevano perfino sui 33 metri, ed ho notizia d'un caso esemplare off-limits, alto 55 metri. Ma cio' era raro e quasi unico... Erano tempi strani, credetemi, il metro non era ancora un'unità di misura e tutti ignoravano tutto della curvatura dello spazio-tempo, le genti avevavno centrato nel cervellino un nozione anormale e spropositata delle cose e le regole non esistevano e neppure le eccezioni. Poi, arrivarono perfino i dinosauri, dei bestioni mastodonte, che fecero scappare tutti i giganti, ma non si sa dove... Tanto che, anche l'insigne paleontologo & gesuita Teilhard de Chardin non ne ha trovato più alcuna traccia, e dio sa se abbia cercato dappertutto.
Insomma, questi giganti stavano in guerra. In guerra versus altri giganti, una guerra "tribale" come tante. Si battevano contro i giganti della Montagna Nera, la vedete laggiù?, quella là, dietro quel ciuffo d'abeti, è ad una ventina -forse trenta- chilometri, circa, ad occhio e croce. Si', quella che indicate Vostra Maestà, proprio quella...Adesso è ricoperta dai ghiacciai, ma allora faceva un gran caldo, e la neve non esisteva. E composta tutta di roccia nera, fatto unico nelle Alpi. I giganti del Colle -adesso- Nero, dove ora posiamo gli stivaletti, bombardavano i loro nemici della Montagna Nera con cerbottane , lanciando grosse frecce puntute, dolorose, ma non mortali, tranne se colpivano l'occhio o l'aorta del cuore. Gli altri, da là sopra, non troppo raffinati in quanto ad arte guerrigliera, s'accontentavano di scagliare qui macigni e sassoni raccattati in giro, ma assai pericolosi e mortiferi se ti beccavano in pieno. Finite le munizioni spontaneiste, quelli iniziarono a fare come i marmieri di Carrara, con una pietra appuntita ed affilata incominciarono a frantumare la Montagna Nera, scheggia dopo scheggia, roccia dopo roccia. E tiravano sui giganti di qui, notte e giorno, e li sterminarono. Tutti.
Ed adesso, una parte della Montagna Nera si trova qui, sotto i nostri tacchi, sul Colle Nero. Qui siamo seduti sulla Montagna Nera, in qualche modo, sui suoi "fanciulli"..."
Dopo grandi applausi sulla bella storia, complimenti e sbevazzate, tutti si misero a cantare a squarciagola nenie d'alpini, tristissime, da "maj stracs imbriaghi", ma essi erano allegri e gioiosi, giocando col bel tempo che passa e che non torna più, intorno al fuoco.
Mentre che il Re illustrava monotono i suoi vasti progetti razional-pazzeschi. Mentre la notte calava, tingendo di nerofumo la Montagna Nera lontana ma prossima, e tutto il resto. Mentre c'era la luna piena ed abbondante. Mentre la cagna Diana, lei, si mise ad ulularle contro, verso la facciona spettrale, sgombra di lunatici ed astronauti americani. Urlacchiava verso la luna la Diana, gemendo, per momenti, sonetti muti & endecasillabi d'una poesia arcana, morta, e per sempre estinta.
(segue...)
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vedi anche:






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UN PEDONE morto non fa primavera, né ARCOBALENO CHE RIDE, "ô
SOLE MIO". Anche il sole ha poco da ridere...
Per significare che ai suoi debutti ha avuto la vita dura
e poco entusiasmante, un giornalista "francese" racconta ai suoi
nipotini -raccolti intorno al focolare acceso, nelle belle sere
d'inverno in Bassa Normandia- che "ai suoi tempi gli inizi
gli furono difficili": "Je faisais la rubrique des chiens
écrasés (cani schiacciati). MAI '68...
Il "giovane" giornalista d'adesso -tutti carrieristi scatenati e
"juifs"!- potrà raccontare che nel 2009 (10? in che anno siamo?...
dovro' VERIFICARE "la fonte" della notizia...)egli, esso, lui faceva
"les breves des PIETONS écrasés". MAI '08...
Il NOSTRO pedone non è stato schiacciato, ma resta schiacciato
sul marciapiedi dalla sua, di lui, propria vigliaccheria.
Beata viltà, se sei ironica...
"Sorridi!" CIACK! si gira...
E' meglio un PEDONE vigliacco che un pedone morto? QUIEN SABE...
Non si puo' avere tutto, una vacca morta da mangiare e una
vacca da latte. Il barile di petrolio grezzo è a 140 dollari.
3 dollari nel 1973...Prima della Grande Crisi.
Ti dice NIENTE questo? Nel tuo cervellino "de touriste fêtard" e
telefoninaro? E che ti dice la tua FACCIA di CULO (assface...)
SULLO specchio?
E...NELLO specchio?
E...DALL'ALTRA PARTE dello specchio?
Silenzio...CIACK! si gira...
(P.S.: abrès on vat draduire ça, n'est-ce pas, missia?)

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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
VOIR AUSSI:
congiunzione carnale4
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
***
FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.
***

Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
(segue...)
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vedi anche:





Pour des raisons typiquement irraisonnées et au fin de gonfler notre
chiffre d'affaires et remonter LE PIETON qui se trouve au plus bas dans
les sondages, nous allons commencer par re-publier des pages/planches
et strips périmées qui ne seront pas dans le Livre Dessiné definitif...
sinon revues et corrigées, voire, re-dessinées, avec mise en couleur et
tout et tout... Pour voir aussi "la difference"...
Qu'on se le dise Marise prepare la valise!
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ILpostoDELLEfritoleNEL
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